Da www.cittadisalerno.com
Sul Napoli di Gaucci pende l’istanza di fallimento
Il pm: atto dovuto per la grave insolvenza societaria Il patron: «Conquistato dalla città. Non temo la Figc»
Altra giornata di colpi di scena. Rinviata al 16 l’udienza

NAPOLI. La situazione del Calcio Napoli «è complessa ma c’è tanta apertura da parte del tribunale, perché coinvolge un profilo anche sociale e di immagine della città». Lo spiega Vito Frallicciardi, presidente della sezione fallimentare del tribunale di Napoli, al termine dell’audizione in camera di consiglio dell’amministratore unico del Napoli, Paolo Bellamio. Il tribunale ha rinviato ogni decisione al prossimo 16 luglio. Una scadenza non casuale perché segue quella del 12 luglio, entro la quale il club dovrà iscriversi al campionato. Ai giudici della fallimentare Bellamio ha presentato il contratto sottoscritto con Gaucci, il patron del Perugia, intenzionato a rilevare la società attraverso la procedura del fitto di ramo d’azienda. «In questo momento la situazione è fluida, sono state chiarite una serie di cose, noi abbiamo chiesto altri chiarimenti. Vedremo il 16 luglio cosa ci porteranno» dice Frallicciardi. A suo giudizio «ci sono variabili che non dipendono nè da noi, né da loro, ma da altri soggetti, come la Fgci, o l’eventuale decreto legge Marzano. Noi siamo costretti ad aspettare». Intanto, il pm Vincenzo Piscitelli ha presentato ieri sera una istanza di fallimento della società sportiva Calcio Napoli. L’istanza, a quanto si è appreso, è stata depositata al termine dell’udienza davanti al collegio della settima sezione fallimentare. Il magistrato della sezione affari civili della procura napoletana ha adottato la decisione al termine di un approfondito esame della situazione societaria. Secondo quanto si è appreso, il pm ha messo l’accento sulla grave situazione di insolvenza del Calcio Napoli, di cui avrebbe preso atto nel corso dell’udienza di ieri lo stesso amministratore unico Paolo Bellamio, e che appare allo stato difficilmente sanabile. La procura, inoltre, manifesta esplicite perplessità sul piano Gaucci, per una serie di ragioni che vanno dall’assenza di garanzie per i creditori, all’incertezza intorno alla possibilità che la Federazione consenta la cessione del ramo d’azienda. Tra le considerazioni fatte dalla procura anche il forte debito contratto con lo Stato per tasse non pagate (la stima è sui 30 milioni di euro). Nell’istanza ci si sofferma in particolare sulla mancanza di trasparenza che avrebbe caratterizzato le gestione del Calcio Napoli negli ultimi quindici anni. Secondo indiscrezioni trapelate in ambiente giudiziari, sulla vicenda è stata aperta nei giorni scorsi dalla procura di Napoli anche una inchiesta penale scaturita dalla denuncia presentata dai sindaci della società azzurra. L’ipotesi di reato formulata dal pm sarebbe di ”infedeltà patrimoniale”. «Questa città mi ha già rubato il cuore. Mi dedicherò a tempo pieno per questa società che rappresenta la prima piazza sportiva d’Italia». Lo ha detto il patron del Perugia, Luciano Gaucci, in occasione della prima conferenza stampa a Soccavo, nella veste di neo proprietario del Calcio Napoli. Gaucci, prima di incontrare i giornalisti si è intrattenuto col sindaco di Napoli Rosa Iervolino Russo, e col presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, ai quali ha chiesto aiuto per portare avanti l’operazione di salvataggio del club. Gaucci é sicuro che la Figc non potrà dire no alla procedura di fitto d’azienda con la quale ha rilevato oggi il club azzurro. «Si tratta di una procedura nuova, non vietata da nessuna norma. In questi anni la Figc ha accettato situazioni molto, ma molto più gravi, a cominciare dai ripescaggi». (e.s.)

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