Facciamo così: entro il 30 giugno, o al massimo il prossimo 6 luglio, il direttore generale Molinari riuscirà a far firmare da tutti i calciatori e dipendenti della Samb le liberatorie (relative al pagamento degli stipendi e il versamento di tutti i contributi relativi).

Entro il 6 luglio si saprà se Luciano Gaucci sarà o meno riuscito ad entrare in possesso della quarta società italiana come numero di sostenitori, ovvero quel Napoli sprofondato da anni in Serie B e sull’orlo del fallimento. A quel punto, con o senza Napoli, con il Perugia in B o eventualmente in A (ripescata?), sarà tempo di pensare alla Samb.

Una Samb che non ha più Cristiano Camillucci, passato al Sansovino (C2), e da ieri anche Marco Napolioni, gladiatore del centrocampo nelle ultime due stagioni (6 reti) e passato alla Reggiana. Che non avrà più i giocatori svincolati (Manni, Fanesi, Franchi, Pedotti) con alcuni dei pezzi più pregiati pronti a fare il salto al Perugia o al Napoli (Aprea, Borneo).

A quel punto, e solo allora, arriverà qualche giocatore per la Samb: dal Belgio, dal Portogallo, dalla Serie D, esattamente come un anno fa? Probabile. O almeno si spera, perché in caso contrario il rischio è quello di non vedere arrivare nessuno.

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