Sabato 19 giugno è andata “in onda? la terza manifestazione nazionale di protesta ultras – più comunemente detta “raduno? – nella città di Bologna. Dopo i cortei di Brescia (aprile 2002) e Milano (giugno 2003), quest’anno è toccato al capoluogo emiliano, scelto dal Progetto Ultrà e dal Movimento Ultras – rete informale che riunisce sotto un’unica sigla numerose tifoserie italiane accomunate dagli stessi ideali e dalla medesima volontà di “combattere? contro il “calcio moderno? – ospitare almeno 4000 ultras provenienti da tutta Italia, appartenenti ad un’ottantina di tifoserie calcistiche, più qualche tifoseria del basket, su tutte la Fossa dei Leoni della Fortitudo Bologna.

L’appuntamento era per mezzogiorno alla periferia felsinea, al Parco di villa Angeletti, dove erano stati allestiti dei gazebo di accoglienza. Diversi i forfait, anche di tifoserie di una certa importanza, come, tanto per fare dei nomi, laziali, romanisti, interisti, veronesi, torinisti, padovani, triestini, anconetani; pochi gli juventini all’appello. Moltissime le tifoserie del meridione. Tra i più rappresentati i bresciani e i tifosi di casa nostra (circa 150 persone a testa), poi atalantini, milanisti, vicentini, sampdoriani e cavesi, Gli ascolani erano, per la cronaca, una sessantina.

Uno dei motti della giornata bolognese è stato “Divisi nei colori, uniti nei valori?, a ribadire la volontà di stare compatti – a prescindere dalla rivalità ( l’uno accanto all’altro c’era il genoano e il sampdoriano, l’ascolano ed il sambenedettese, il bresciano e il bergamasco…) – nella lotta contro il “sistema? che reprime il movimento ultras (vedi diffide e leggi speciali), che alza i prezzi dei biglietti da stadio e permette di contro ai giocatori di percepire degli ingaggi faraonici, che non ti consente di comprare gli stessi se la tua squadra gioca in trasferta, il giorno stesso della partita, che impone orari e giorni assurdi in cui disputare gli incontri (l’ultima trovata è il “lunch-match?!), che permette alle tv di tenere il “comando delle operazioni? e così via.

L’altro slogan della manifestazione è stato “ultras liberi?, lettere impresse su di un lenzuolo tenuto al principio del corteo, il quale è filato via liscio senza problemi, senza le possibili scaramucce tra fazioni domenicalmente rivali, come i maligni potevano aspettarsi.

Di deciso, in vista dei campionati che andranno ad iniziare (la B e la C il 29 agosto, la serie A il 12 settembre), non c’è ancora niente (sciopero alla prima giornata?), anche se gli organizzatori del raduno si sono detti rassicurati dalle parole del segretario della Lega Calcio Marco Brunelli, il quale ha definito interessanti le proposte del Movimento Ultras ed ha promesso loro di convocarli al momento in cui sarà nominata la nuova dirigenza.

A proposito della giornata di sabato abbiamo sentito un appartenente dell’Onda d’Urto, gruppo che insieme agli altri ha rappresentato la Nord di San Benedetto in quel di Bologna. “Personalmente – dice il tifoso sambenedettese – sono rimasto un poco deluso dalla manifestazione di quest’anno. È durata all’incirca tre ore, tre ore e mezza, hanno parlato solo gli atalantini, qualche coro e c’erano poche delle tifoserie più importanti del panorama ultras nazionale. L’anno passato invece, a Milano, all’appello c’erano più tifoserie, dunque più persone, ed a intervenire erano state almeno cinque-sei fazioni diverse. Non vorrei sembrare troppo critico, ma mi aspettavo un pochino di più, fermo restando che queste iniziative non possono che fare bene al nostro movimento. Noi di San Benedetto eravamo tra le curve più numerose insieme a bresciani, atalantini, milanisti, sampdoriani, vicentini e cavesi?.

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