*Sento il dovere di ringraziare tutti coloro che con generosità e disinteresse si sono impegnati insieme a me in questa campagna elettorale per le amministrative, ma voglio anche ringraziare con affetto chi ci ha dato fiducia e sostegno nella speranza di vedere in Provincia finalmente un’amministrazione di centrodestra. Purtroppo questo sogno non si è avverato e la sonora sconfitta deve essere motivo di riflessione sugli errori commessi e motivo di rilancio della nostra attività politica. Leggo sui giornali i toni trionfalistici dei DS e il loro tentativo di suscitare una polemica nel centrodestra, ma appena si assopiranno gli entusiasmi, dovranno fare i conti con la loro sconfitta politica ed elettorale nell’ambito del centrosinistra. Infatti anche se i DS prendono 183 voti in più a San Benedetto (ma 301 in meno a livello provinciale), la Margherita ne perde ben 708 e RC ne guadagna 845 con la conseguenza che il vero vincitore di questa campagna elettorale è stato Bertinotti che oltre che imporre la sua linea politica, ha dimostrato che solo con loro la sinistra può vincere.

Per quanto riguarda il centrodestra il risultato uscito dalle urne, ci vede perdenti come del resto in tutte le precedenti amministrative provinciali, perché è mancato un reale contatto con la gente. Non intendo con questo assegnare colpe a nessuno, ma la passione e lo slancio di molti non è stato sufficiente a compensare la disparità delle forze in campo, che ha visto duecentoquaranta candidati della sinistra, più esperti e forti di nove anni di governo provinciale, contro centonove del centrodestra di cui molti alle prime armi. Mentre nelle competizioni politiche conta la comunicazione attraverso i mass media, nelle provinciali è importante la presenza capillare sul territorio, perché parlare all’orecchio della gente consente di accreditare il proprio candidato e denigrare quello avversario, magari sfruttando un momento difficile dell’economia nazionale e locale che certo non dipende dal centrodestra.

Amministrare a livello locale porta spesso motivi di dissenso, cosa comune alla maggioranza delle amministrazioni di nuova esperienza, ma a questo si può porre rimedio soprattutto se si dimostra, come sta facendo il comune di San Benedetto, che dopo solo tre anni si è in grado di produrre investimenti e servizi alla città, che la giunta Perazzoli non ha saputo costruire in dieci anni di governo. Per quello che mi riguarda il popolo è sovrano, ma non infallibile, nelle sue scelte, che comunque vanno rispettate. Quello che ci conforta è che ha noi spetta la garanzia della democrazia e quindi della possibilità di cambiare, grazie a Silvio Berlusconi che salvò questo diritto nel 1994 con la sua discesa in campo.

Con serenità e determinazione siederemo all’opposizione in Provincia, per vedere se la ricetta Rossi saprà dare al territorio Piceno lo sviluppo e il lavoro di cui necessita. Certamente qualche perplessità non si può nascondere nei confronti di chi ha, come primo gesto da Presidente, appeso il ritratto di Che Guevara nella sede della Provincia, dimostrando spregio verso una Istituzione che dovrebbe essere garanzia del rispetto della libertà di pensiero di ognuno e ove il potere amministrativo va esercitato nel bene di tutti e non nell’interesse ideologico di pochi.

*Gianluigi Scaltritti
Deputato di Forza Italia

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