Il 25 maggio abbiamo intervistato Nicolino Calvaresi candidato sindaco della lista “Impegno per Cupra?.

Qual è stato il percorso che ha portato alla tua candidatura?
La mia conversione alla politica attiva nasce con l’esperienza di “Piazza Possenti?. Ho partecipato in questi ultimi cinque anni ai gruppi di minoranza di Piazza Possenti, di cui ho sempre curato la parte tecnica.
In quale maniera sono stati scelti i candidati consiglieri?
Ho sempre guardato le persone, non tanto i partiti politici: per me contano i rapporti interpersonali, ed in questi cinque anni ho visto che, pur essendoci in Piazza Possenti persone di diversa appartenenza politica, quando si è trattato di parlare del bene di Cupra, dell’interesse di Cupra, quando si è trattato di lavorare sulle cose reali e immanenti, si è lavorato in accordo e in armonia.
Quindi la lista “Impegno per Cupra? è una lista civica.
È una lista civica al cui interno ci sono persone che rappresentano le varie anime della politica, una lista in qualche maniera trasversale, un po’ più di centro-sinistra con indipendenti di destra, se le vogliamo dare una catalogazione, ma più che altro è civica, non abbiamo appoggi esterni o simboli.
Quali possibilità di sviluppo pensa ci siano per Cupra?
Cupra ha tante potenzialità ancora inesplorate: ad esempio la valorizzazione dei i beni culturali, intesi anche come risorsa economica ed occupazionale. Inoltre ci sono gli aspetti che ci ha regalato la natura: i pregi panoramici, paesaggistici e botanico-vegetazionali.
Quindi se sarà eletto con quali modalità e su quali obiettivi pensa di lavorare?
C’è bisogno di mettere a sistema queste ricchezze ottimizzandole con il sistema turismo. Inoltre bisogna lavorare sull’area del parco archeologico, incentivando la campagna di scavi. L’importanza della Civita Romana di Cupra, finora, è stata solo appannaggio degli studiosi. Si tratta di portare alla luce la struttura urbana e mettere chiunque in condizione di poterla leggere, attualmente non è così.
Quali sono le sue idee riguardo il turismo?
Vogliamo incoraggiare il turismo scolastico, come diversificazione di quello balneare, e creare degli agganci con le università. A Cupra mancano le strutture e, al riguardo, tra i nostri obiettivi c’è quello di acquisire la Pieve di S. Basso, perché sarebbe una struttura interna al parco archeologico e potrebbe essere utilizzata per strutture collaterali come laboratori, sala convegni.
Una richiesta sempre più importante della cittadinanza è la possibilità di partecipare alla vita pubblica. Avete idee al riguardo?
Istituiremo organismi di partecipazione democratica, o facendo funzionare meglio quelli già esistenti come i comitati di quartiere, proponendoli come organi propositivi e consultivi; si è pensato anche di creare gruppi di lavoro tematici per ogni assessorato con rappresentanti delle varie associazioni. Deve essere messo a frutto anche il potenziale umano. Dobbiamo coinvolgere delle persone di qualità nei programmi di governo dell’amministrazione, anche se non fanno politica attiva.
Quale ruolo vede per il territorio delle campagne e delle contrade di Cupra?
Sarà necessario attirare il turismo balneare all’interno: realizzeremo delle mappe del territorio, cosicché il turista parta e si appropri delle bellezze del paesaggio agrario cuprense, e in questi percorsi sono segnalate le varie case coloniche, che dovrebbero diventare dei punti vendita capillari nel territorio. Bisogna creare un percorso di sapori che permetta di creare dei punti vendita dal produttore al consumatore, e di diversificare la tipologia del turismo, il quale, oltre che balneare-culturale, diventa anche una scoperta del territorio esistente, delle bellezze rurali e botanico-vegetazionali.
Mentre per quanto riguarda l’urbanistica cosa pensa di fare?
Cupra attualmente è una città dormitorio, che manca di servizi. L’attuale Piano Regolatore, che è stato approvato, contiene 163 prescrizioni e correzioni da parte della Provincia, ed è un piano che perde di struttura e validità. Ferme restando le situazioni consolidate, la nostra ipotesi è di utilizzare una nuova concezione di piano, il cosiddetto Piano Perequativo. La perequazione urbanistica è stata sperimentata in tante città in Italia dando ottimi risultati.
Quale ruolo può svolgere Cupra nello sviluppo della Riviera delle Palme e della Città Grande?
Cupra rappresenta, in qualche modo, la periferia nord di San Benedetto, ma sia con esso che con gli altri centri della Città Grande deve esserci un rapporto interpolare, perché non è accettabile che qualcuno perda la propria identità. Nell’ipotesi di un macroterritorio, Cupra non può certo avere un ruolo industriale, ma potrebbe ricoprire un ruolo di polo culturale, più attinente alle sue vocazioni e al suo territorio ricco di beni culturali e paesaggistici.

Dario Ciferri

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