In questo numero dedichiamo uno speciale all’Unione Sportiva Folgore, gloriosa squadra di calcio giovanile di San Benedetto. Luigi Ursini, allenatore e fact totum della società, sta preparando una festa per il cinquantennale della Folgore, che coinvolgerà moltissimi ex giocatori della squadra.

In queste pagine troverete alcune fotografie storiche di ragazzi che, nel corso di questi anni, hanno indossato la maglia biancoverde; le interviste di tre giocatori che, dai primi calci con la Folgore, hanno avuto fortuna nel calcio professionistico e giocano tuttora in formazioni prestigiose; infine un’ampia analisi storica, filtrata dai ricordi di Luigi Ursini, di cosa è stata la Folgore in questi ultimi decenni.

Dedichiamo queste pagine all’Unione Sportiva Folgore per due motivi. Innanzitutto vi è il dato “anagrafico?: per una società di calcio giovanile puro (che non abbia dunque delle prime squadre che ruotano nei campionati professionistici o anche dilettantistici) non è facile operare ininterrottamente per cinquanta anni.

Vi sono anche a San Benedetto società di calcio giovanile fondate in tempi più antichi (ad esempio il Torrione) che però non hanno avuto quella continuità annuale che ha invece avuto la Folgore di Ursini.

Ma abbiamo deciso di interessarci di questo piccolo “miracolo? del calcio giovanile soprattutto per ricordare a tutti quegli uomini che un tempo anche loro sono stati ragazzi, e molti di loro hanno speso quegli anni (i più felici?) nel calcio giovanile (ma il discorso è valido anche per altri sport).
Folgore, Torrione, Audax-Porto d’Ascoli, Adrianova, Adriatica, Internazionale, Robur Grottammare, Orpas, Ragnola, Picena, Mariner…e tante altre formazioni sono state in realtà la prima vera palestra di vita per tanti bambini e ragazzi di San Benedetto e non solo.

La squadra di calcio valeva più della scuola (troppo rigida) e della famiglia (quando si è giovani si ha voglia di libertà…). Era il posto ideale dove il gioco si integrava al meglio con gli impegni: indossare la stessa maglia di altri undici compagni, imparare ad avere un ruolo, allenarsi durante la settimana, rinunciare alle prime “sirene? dell’adolescenza (mai a dormire tardi il sabato sera!), vivere con la tensione dei ragazzi tutti i momenti dello spogliatoio. Potrei continuare a lungo.

Per questo, omaggiando la Folgore di Ursini per il suo cinquantenario, desideriamo anche dire grazie a tutti coloro che, grazie al loro impegno e alla loro passione, hanno permesso e stanno permettendo di far continuare quel “piccolo miracolo? che è l’esperienza del calcio giovanile. Non facciamolo morire.

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