Qualcuno pensava che Pasqualino Piunti, attuale vicesindaco del Comune di San Benedetto, dovesse essere il candidato presidente del centrodestra per le elezioni provinciali. La scelta è poi andata su Scaltritti, ma Piunti non si è scomposto ed è pronto a sostenere la candidatura del parlamentare di Forza Italia. Ma Piunti fissa anche un punto importante per la Giunta Martinelli: le elezioni saranno il termometro dello stato di salute dell’amministrazione sambenedettese. Nel bene o nel male, gli equilibri politici della città non saranno più gli stessi.

Quali sono le priorità per le quali Pasqualino Piunti e Alleanza Nazionale si batteranno nel prossimo Consiglio Provinciale?

Per me il tema principale è quello dell’occupazione. Da tre anni sto svolgendo il ruolo di Vicesindaco e Assessore ai Servizi Sociali ed ho capito che questa è l’esigenza primaria dei cittadini, siano essi giovani ma non solo: ci sono persone che si trovano escluse dal mercato del lavoro con una famiglia sulle spalle e delle ovvie difficoltà ad arrivare alla fine del mese.

E quali possono essere le soluzioni?

Per prima cosa occorre contenere la spesa, facendo una politica di interventi dove realmente sono avvertiti i bisogni. Altra politica obbligata è quella di migliorare le infrastrutture e i collegamenti viari. Occorre infine svolgere una vera e propria politica di promozione dell’intero territorio: questa è una provincia unica, dove nel raggio di 15 minuti d’automobile riusciamo a passare dal mare alla collina fino alla montagna. Questi interventi possono produrre un circolo vizioso in grado di far ripartire l’economia.

Ma l’Amministrazione Colonnella ci ha provato con il progetto “Piceno da Scoprire?…

“Piceno da Scoprire? è stata un’esperienza virtuale. Andavano invece presi al volo le opportunità offerte dal Giubileo del 2000, quando erano disponibili ingenti finanziamenti. Bisogna puntare maggiormente sulla storia del nostro territorio, come ad esempio per il turismo religioso: a Cupra Marittima c’è San Basso, a Grottammare San Francesco di Paola, San Benedetto prende il nome dal patrono della città, a Monteprandone c’è San Giacomo della Marca, qui vicino abbiamo la Santa Casa di Loreto senza dimenticare la portata storica della via Salaria che conduce fino a Roma, la Città Santa.

Tra Piunti e Scaltritti c’è qualche rivalità dovuta alla candidatura di Scaltritti come presidente della Provincia?

Assolutamente no. Una volta che si è deciso il nome di Gianluigi Scaltritti si è avuta una totale condivisione di tutte le forze della Casa delle Libertà. Scaltritti ha dichiarato, riferendosi alla mia persona, che farà tesoro dell’esperienza che ho avuto nel ruolo di consigliere provinciale di minoranza. Il ticket Scaltritti-Piunti, peraltro già ufficializzato, è una garanzia di buona amministrazione.

Per la Giunta Martinelli si tratta delle prime elezioni importanti dal momento dell’insediamento. Queste elezioni hanno un significato politico per San Benedetto?

Per noi è una verifica: parlo soprattutto per l’amministrazione come i singoli amministratori che hanno accettato di impegnarsi in questa competizione elettorale. Ci sono nomi importanti: quattro assessori (io, Vignoli, Lorenzetti e Gabrielli), due capigruppo consiliari (Galiè e Marinangeli) e alcuni consiglieri comunali. Per noi è importante vedere quali potranno essere le risposte dei sambenedettesi.

Cosa differenzierà il centrodestra dal centrosinistra?

Non ho mai creduto nelle differenze ideologiche, che pur ci sono e devono esistere e possono differenziare il dibattito su argomenti quali, ad esempio, le droghe e le tossicodipendenze. Ma per amministrare una provincia non serve nascondersi dietro le diverse bandiere: preferisco guardare il portabandiera piuttosto che la bandiera. Ci possono essere dei bravi amministratori in entrambi gli schieramenti, e non credo che i programmi siano eccessivamente differenti.

Cosa ruberebbe a Massimo Rossi e al suo schieramente e, per opposto, quale crede sia il punto di debolezza del centrosinistra?

Non ruberei nulla, ma lo dico senza alcuna presunzione. Il punto debole è evidente: il centrosinistra è arrivato in affanno ad una ‘sedicente’ unitarietà. Per loro è difficile trasformare il cartello elettorale in coalizione di governo.

Un giudizio sintetico sulla Giunta Colonnella.

Ripeto quanto espresso per “Piceno da Scoprire?: è stata un’Amministrazione virtuale ma temo che un eventuale e nuovo governo del centrosinistra possa essere ancora peggiore.

Nel centrodestra si sono registrate le candidature solitarie di Rosini (Lega Nord) e Cannelli (Alternativa Sociale con Alessandra Mussolini). Un danno per la Casa delle Libertà?

No. Io invece condivido pienamente la scelta di Rosini e Cannelli i quali, da politici oramai esperti, hanno pensato di pesare il peso elettorale dei propri partiti. Soltanto così potranno fare delle scelte per il prosieguo delle loro esperienze politiche.

Si riferisce al possibile ballottaggio?

Il mio pensiero ha un termine di riferimento più ampio. Ad ogni modo, in caso di ballottaggio, io rifuggo dalle trattative come se si fosse al mercato, perché si rischia di non avere il giusto accordo in fase di governo. Se ci sarà convergenza, questa dovrà essere naturale.

Perché i cittadini dovrebbero votare Pasqualino Piunti?

Da tempo ripeto che il mio elettorato non è soltanto di centrodestra, altrimenti non si spiegherebbero i 673 voti che ho ricevuto, in qualità di candidato al Consiglio Comunale di San Benedetto, nel 2001. Non so perché io riesca in questo: non sono un’aquila e nemmeno un vate, ma da parte mia ho dato sempre grande disponibilità per risolvere i problemi di ogni giorno, assieme ad una innata predisposizione a stare in mezzo alla gente.

ppf

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