da IlMessaggero Abruzzo

di TITO VERNA

CHIETI – «Ho atteso invano l’arrivo della nuova proprietà per sottoscrivere il preliminare di cessione con relativo acconto. Questo mi fa pensare che il passaggio definitivo delle quote fissato per domani (oggi: ndr) sia destinato a non essere concretizzato». Antonio Buccilli, oramai considerato ex ma in realtà ancora presidente del Chieti, si fa risentire dopo la bufera che lo ha investito negli ultimi giorni. Bufera che lo ha portato ad accettare senza battere ciglio le proposte di acquisto da parte di Mauro Picciotti e a dirottare le proprie attenzioni sulla Sambenedettese. «Ho ricevuto una telefonata con la quale mi si chiedeva di aspettare fino a martedì. Ebbene, non ci sto. C’erano delle scadenza precise per mercoledì e giovedì (ieri e oggi: ndr), e per me quelle valgono. Le altre considerazioni le lascio a voi». Non aggiunge altro, Buccilli, e non vuol ammettere che teme sospette manovre elettorali. «Non voglio immischiarmi in questi discorsi nè interferire in questioni che non mi competono: semmai di questo riparleremo tra qualche giorno».

E allora come la mettiamo ? «La mettiamo che la mia esperienza mi dice che non se ne farà nulla. Non me lo sto augurando, sia chiaro, spero vivamente che entro domani (oggi : ndr) tutto si sistemi secondo i desideri dei tifosi del Chieti. Ma permettetemi di avere qualche dubbio».

Poi Buccilli si lascia andare: «In sei anni il Chieti si era sempre fatto apprezzare dai vertici federali, ora per la prima volta rischia di finire sulla lista nera delle società a rischio. Mi ci viene da piangere ma non posso farci nulla. Non dipende da me. Temo che l’iscrizione sia a rischio». Addirittura… «Certo. Se questa operazione si blocca, potrebbe essere troppo tardi. Si è perso tempo prezioso. Di fatto l’ho perso io, visto che alla fin fine sono ancora presidente. Ma i tifosi del Chieti non mi considerano più tale, e allora seppure con rammarico in questi giorni invece di preoccuparmi degli adempimenti relativi all’iscrizione, ho badato ai fatti miei e alle mie questioni di lavoro».

Se la trattativa dovesse saltare, cosa ne sarà del Chieti ? «Io spero che non salti. Se succederà, proverò a fare l’iscrizione ma temo sia tardi. Se dovessi riuscirci, farei il campionato coi ragazzini e i dilettanti. Non è una mia scelta: è la città di Chieti che mi ci ha costretto».

Perchè tanto astio ? Non ha dato troppo peso alle critiche di una minoranza di tifosi ? Lo sa che la stragrande maggioranza ha stima di lei ? «Lo so ma all’atto pratico non me ne sono accorto. Cosa ha fatto questa maggioranza per trattenermi e per farmi sentire la sua vicinanza ? In sei anni credo di aver fatto cose importanti ma non sono mai riuscito a godermele, mai un attimo di pace, sempre critiche e insulti. La verità è che Chieti non ha mai accettato la mia pescaresità».

Andrà alla Samb ? «L’operazione è collegata alla cessione del Chieti: se si blocca questa, salta tutto, mica posso tenere due società».

Si è parlato anche di un suo passaggio al Pescara. «Mi è stato prospettato. Se me lo chiederanno, potrei far parte di una cordata che rileverebbe l’attuale proprietà. Sono disponibile».

Col Chieti ha chiuso ? «Praticamente sì. Se l’operazione Picciotti si arena, come pavento, dovrei restare per forza, ma ripeto, andrei avanti con ragazzini e dilettanti».

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