Avrà mille difetti, sarà impulsivo, non sarà chiaro: di tutto di può dire di Luciano Gaucci, meno che non sia una persona intelligente. Anzi: più che intelligente. Ricapitoliamo quanto avvenuto nelle ultime due settimane: vende il Catania, fa tornare il sorriso ai tifosi della Samb ma poi annuncia: “Potrei vendere anche la Samb?. Si riscatenano “cordate? e “free rider?: tra questi Antonio Buccilli, presidente del Chieti che però, guidato dal fido Enzo Nucifora, ha deciso di lanciarsi con la massima serietà nell’affare-Samb. L’accordo sembra fatto: Buccilli vende il Chieti ma Nucifora non è convinto dell’operazione. Luciano Gaucci allora, che nella vicenda aveva sempre svolto il ruolo del padre-poco-convinto (mentre il figlio Alex sembra non aspettare altro che arrivi un compratore per la Samb) trova un colpo dei suoi. Un colpo di coda. Un colpo geniale che incastra contemporaneamente la Giunta Martinelli, la tifoseria rossoblù e gli aspiranti acquirenti della Samb.

La visita (sembra neanche annunciata) del direttore generale Molinari e dell’ingegner Regni al Sindaco Martinelli è stata un grande coup de thèatre: la Samb rimarrà di Gaucci se l’Amministrazione comunale agevolerà il project financing dei Gaucci stessi. “Io investo e altri guadagnano??, disse lo scorso anno Gaucci. L’Amministrazione comunale, dopo un anno di rapporti tesissimi, è apparsa improvvisamente disponibile a ridiscutere il tutto (partendo da una base di 30.000 metri cubi di nuove costruzioni nell’area dello stadio, a fronte di un progetto iniziale dei Gaucci di 120.000 metri cubi). Il fatto appare scontato: perché un sindaco dovrebbe negare la discussione ad un partner così importante? Tuttavia la mossa di Gaucci deve essere contestualizzata nel preciso momento politico: sabato e domenica si vota per le elezioni provinciali, e per la Giunta Martinelli e i suoi amministratori è troppo importante evitare di apparire come coloro che “cacciano? Gaucci da San Benedetto. Con questo non vogliamo dire che, lunedì prossimo, Martinelli e soci cambieranno atteggiamento: ma Gaucci non poteva scegliere momento migliore per riaprire la discussione.

Con questo suo riavvicinamento alla Samb Gaucci manda un chiaro segnale anche ai tifosi rossoblù: primo, in caso di esito negativo potrà sempre dire che non è rimasto a San Benedetto perché la città (intesa come “Giunta Comunale?) non l’ha voluto; secondo, fa capire di essere sempre interessato alla Samb, e che i presunti acquirenti di questi ultimi giorni sono i soliti “quaqquaraquà?.

Ma Gaucci spiazza anche i futuri aspiranti presidenti, in particolar modo Antonio Buccilli, fino a poche ore fa considerato presidente in pectore della Samb. Riguardo Buccilli, che non è più seguito passo passo da Enzo Nucifora (il quale, vista la povertà del parco giocatori della Samb, ha detto: “Solo Gaucci può fare una squadra a San Benedetto), sembra che ci possano essere complicazioni persino nella vendita del Chieti a Marco Picciotti, l’imprenditore atessano interessato all’acquisto della Samb. Dunque Gaucci dice loro, implicitamente: la Samb c’est moi, se la volete pagate in contanti e alle mie condizioni, altrimenti a San Benedetto ci penso io e a modo mio. I tifosi sarebbero pronti ad applaudirlo di nuovo, a meno che sia più presente a San Benedetto e la Samb venga gestita con maggiore raziocinio. Tra le indiscrezioni delle ultime ore, sembra che Gaucci stia cercando una casa a San Benedetto per sé e la sua famiglia: un segnale di riavvicinamento definitivo?

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