È trascorso poco più di un mese dall’ultimo triplice fischio del direttore di gara per le squadre dilettantistiche della Riviera. Risultati? Tante delusioni complice di tanti rimpianti. Una stagione da archiviare in fretta per i mancati obbiettivi prefissati. È ciò che il Grottammare del Presidente Pignotti ha messo in pratica. Lo scorso anno, durante i festeggiamenti per la salita in serie D, i piani da raggiungere seppur matricola erano ambiziosi. Si auspicava non tanto a vincere il campionato ma quantomeno a disputare i play off. I primi mesi dell’anno per l’ex trainer Beni furono da copione, se non in vetta a ridosso di essa. Poi un calo improvviso coinciso con cinque sconfitte consecutive, una serie di infortuni e squalifiche durante le fasi cruciali che hanno condotto la società grottammarese ad una drastica decisione. Beni esonerato, chiamato Severini. L’arrivo del nuovo tecnico voleva essere una sferzata d’orgoglio ad una stagione che stava assumendo brutti riscontri. A tratti si è notato l’effetto che si sperava, poiché il campionato non ha mai avuto una prima donna ma solo una classifica corta da approfittare domenica dopo domenica. A fatica mister Severini è riuscito nell’impresa della salvezza portando la squadra vicino la zona play off. Vicino perché sarebbe bastata una vittoria per poter entrare di diritto al quinto posto.

Nonostante le condizioni siano diverse, anche per il Centobuchi è stata una annata amara. Sofferto il quinto posto, ottenuto stringendo i denti fino al termine del campionato. Poi l’illusione di aver passato il primo turno degli spareggi promozione e la doccia fredda dell’uscita dopo due pareggi. Un rammarico grande perché i play off erano alla sua portata, perché essere buttati fuori senza subire sconfitte solo per la regola del miglior piazzamento non è certo un piacere. Comunque c’è stata la volontà, la voglia e l’impegno di averci provato sino in fondo. La nuova stagione, quella del riscatto è dietro l’angolo. Anonima la stagione della Ripa . Era partita alla grande, una delle tante “sorelle? per il titolo finale. Poi risultati altalenanti, hanno compresso il percorso verso la vetta così da ripiegare verso la salvezza.

Il Porto d’Ascoli ha avuto la sua escalation, viaggiando tra le prime cinque posizioni. Una stagione tutto sommato positiva in vista di quanto si era prefissato ad inizio anno. Poi la delusione è scesa anche sulla società biancoceleste. Due pareggi ai play off nella semifinale, una gara giocata con il cuore. Non è bastato. Escono dalla competizione amareggiati, speravano di poter andare più lontano possibile. L’ Acquaviva , infine, sembra accontentarsi del sesto posto ottenuto. Al rush finale ha rischiato di soffiare la zona podio al Porto d’Ascoli incamerando una serie di risultati positivi. Tuttavia, dopo la retrocessione della passata stagione, la possibilità di ritornare in promozione non appare così imminente. Imminente per la società acquavivana è la valorizzazione dei giovani.

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