Una serata perfetta, un concerto suggestivo in una situazione certamente azzeccata.

Questo, in poche battute, è il riassunto della prima serata del Festival Ferré, che si è svolta giovedì 3 giugno a Cupra Marittima, presso Villa Cellini.

Un concerto suggestivo sia per la bravura degli interpreti, che per la scelta dei brani, con un cammeo nel finale.

Lo spettacolo proposto da Rossella Marcantoni (soprano) e da Fausto Bongelli (pianoforte) si è suddiviso in tre fasi, le canzoni di Ferré, le poesie dei “Maledetti? che lo stesso Ferré ha musicato e gli inni sacri, che il cantautore ha musicato negli anni ’40.

“Cantare i poeti maledetti per giungere agli inni sacri può apparire anomalo, contraddittorio, se non blasfemo! Eppure quanta sacralità in questo corpo unico! Questo concerto è come scoprire, in una chiesa sconsacrata o dietro l’armadio di casa, un antico affresco di inestimabile valore che per secoli è stato occultato sotto altri materiali coprenti.

È la spiritualità del laico, il misticismo del libertario, l’ascesi della poesia come anelito universale al di fuori di ogni codice ideologico?.

La serata si è conclusa con l’interpretazione del “Requiem? in cui alla voce della Marcantoni, che ha tenuto la scena sempre in maniera perfetta, si è aggiunta la voce recitante di Francesco Guccini, che ha impresso al testo una forza vibrante da far venire i brividi.

“Per il salario osceno che non si può mostrare

Per l’odio che riaffiora in fondo all’abitudine

Per questo incauto secolo per tre quarti appassito

Per gli stronzi a miliardi che fa la solitudine

PER TUTTO QUESTO IL SILENZIO?

(Leo Ferré)

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 136 volte, 1 oggi)