Quali sono le vostre proposte per la sanità provinciale? Pensate a fare un nuovo ospedale

Cannelli (Alt. Sociale): “Bisogna fornire dei servizi buoni, perché da qui si va all’Umberto I° di Ancona, a Torrette o anche oltre. I nostri ospedali sono degli ambulatori. La divisione della provincia è un elemento importante: le nostre province conteranno di meno. In Regione i flussi sanitari vanno soprattutto a Pesaro e Ancona, e questo determina diversi problemi. Bisogna ben valutare se costruire un nuovo ospedale per favorire una serie di imprese di costruttori e altre; se invece c’è una progettualità per cui si vuole dare una struttura ospedaliera che da sola possa dare i servizi dieci volte superiore alle tre attuali di Ascoli, San Benedetto e Fermo.?

Rosini (Lega Nord): “Il problema della sanità è rilevante. Di solito non si va verso la creazione di nuovi ospedali ma verso la sostituzione di quelli piccoli, come avvenuto nei paesi dell’entroterra. È molto difficile da ipotizzare la costruzione di un nuovo ospedale perché l’Asur è Ancona-centrica, e là non si ha interessa a decentrare. Nel centro-Italia ci sono molte strutture cliniche private rilevanti: dobbiamo sviluppare anche in questo senso le nostre ‘tipicità’, captando il privato che invece finisce tutt’ora nel chietino e nel pescarese. Quindi manteniamo al meglio le nostre strutture pubbliche e puntare molto sulla sanità privata e convenzionata, favorendo accorpamenti anche tra privati. Non possiamo fare però un discorso di pubblico.?

Vallesi (Udeur): “Il futuro della sanità è l’eccellenza e l’alta tecnologia, per il concetto di emergenza. Io negli anni ’90 proposi in Regione Marche tre strutture di questo tipo: Fano-Pesaro, Osimo-Recanati, e Ascoli-San Benedetto. Se non ci si avvicinano gli appetiti politici che favoriscono gli imprenditori, bisogna porsi su una realizzazione concorsuale di livello europeo. Ma abbiamo bisogno di pochi e validi ospedali regionali, da 700/800 posti letto ciascuno, per l’uso efficiente e non per gli appetiti del primario. Io mi batterò per questo. Tutto va visto nel contesto di città territorio. Ma l’ospedale non può essere l’unico punto di cura: servono altri servizi di territorio.?

Scaltritti (CdL): “L’eccellenza va bene, ma nel nostro territorio c’è un problema di viabilità. Certe realtà montane vanno tenute in alta considerazione, soprattutto per l’immediatezza del soccorso. L’ospedale non può essere una cattedrale nel deserto. Il privato può fare comunque un ottimo lavoro, anche se il diritto alla salute va difeso.?

Rossi (Ul e RC): “Qui vengono idee belle, ma fare l’amministratore significa operare in concreto. Io ho quattro parole d’ordine: il diritto alla salute si rafforza migliorando la struttura pubblica, perché il privato, a certi livelli, è appannaggio di pochi. Un politico che si candida per gestire la cosa pubblica non può dire che darà forza al privato. Il pubblico può raggiungere l’eccellenza: il privato poi non sarà mica da criminalizzare! L’idea di un solo ospedale al momento è difficile da realizzare, anche se so bene che si possono cambiare le destinazione degli immobili. C’è un problema di risorse: anche le strutture esistenti possono essere migliorate con politici e direttori che lavorino bene. Le altre questioni sono di emergenza e l’area vasta: non mi meraviglia che per qualcosa si possa andare ad Ancona o a Teramo. L’emergenza va organizzata in modo che tutti i cittadini siano di Serie A.?

D’Emidio (Pri): “Non sono molto convinto che un ospedale, sostitutivo dei due di Ascoli e San Benedetto, faccia funzionare al meglio la nostra sanità. Ad Ascoli e San Benedetto ci chiediamo come mai un ospedale come Teramo o Chieti o Pescara si raggiungono limiti di eccellenza. Qui invece se uno ha un problema anche non grandissimo si sposta in altri ospedali. Perché? Per la centralizzazione ad Ancona? L’eccellenza non va intesa con eccezionalità: bisogna essere curati bene dalle strutture pubbliche. Non è detto che avventurarsi in una nuova struttura possa migliorare la situazione. Invece si può pensare di fare un’unica Asl.?

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