Lunedì scorso come ricorderete sono iniziati gli interrogatori ai dirigenti ed ai giocatori dei club coinvolti nello scandalo del calcio scommesse.

Il capo dell’Ufficio Indagini della Figc, Italo Pappa, nella giornata di lunedì aveva tenuto una “maratona” di quasi 12 ore, in cui oltre ad alcuni giocatori del Siena (Generoso Rossi, Nicola Ventola, Enrico Chiesa, Roberto D’Aversa, Marco Fortin, Bruno Cirillo e l’allenatore Papadopulo) era stato ascoltato l’ex centrocampista del Grosseto, Salvatore Ambrosino, il quale aveva dichiarato di non aver mai parlato di accordi prestabiliti tra i club, aggiungendo che le telefonate – intercettate dalla Procura di Napoli – gli servivano solo per rimanere informato, ma da solo, aveva tenuto a precisare, “non potevo condizionare le partite”.

A gettare “acqua sul fuoco” ci aveva pensato anche il legale del portiere Generoso Rossi – un altro fra gli indagati principali – che ha definito le intercettazioni telefoniche dei Carabinieri degli scherzi attraverso i quali i giocatori stessi prendevano in giro Ambrosino noto per la sua passione per le scommesse.

Oggi si è tenuto il secondo “atto” degli interrogatori coordinati però non da Pappa, ma dai suoi collaboratori Piccolomini e Spaliano: ascoltati dirigenti e giocatori del Modena, più Stefano Bettarini, difensore della Sampdoria. Tra i primi ad entrare nella sede della Figc, il portiere gialloblu Adriano Zancopè che al termine dell’audizione ha detto: “Mi hanno chiesto se ci fosse stata qualche partita che aveva dato adito a dubbi, ma non ce n’è alcuno”.

Il d.s. della società emiliana Doriano Tosi invece, è stato interpellato visto che nelle intercettazioni telefoniche si faceva riferimento ad un direttore che non voleva accettare eventuali combine; lo stesso ha parlato di un grosso danno di immagine nei confronti del Modena.

Altri giocatori che hanno fatto la loro “comparsa” in via Allegri sono stati Marasco e Bettarini, oltre a Pozzo e Vignaroli, i quali però sono stati chiamati esclusivamente per chiarimenti su un fallo commesso nei confronti del giocatore Pellissier, in occasione della gara Chievo-Modena (2-0).

Giulia Bongiorno, l’avvocato che ha accompagnato Bettarini, ha invece rivelato che le 28 telefonate intercorse tra Marasco ed il suo assistito in realtà non esisterebbero, ma si tratterebbe semplicemente di sms “con convenevoli tra due persone che si conoscono”. Lo stesso giocatore blucerchiato ha aggiunto: “Mi sento benissimo, ma questa vicenda mi ha segnato profondamente, anche se sono convinto che ne uscirò fuori completamente”.

Nel pomeriggio infine è stata la volta del presidente modenese Amadei.

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