SETTEMBRE. Il 2 settembre la Samb è già sotto contestazione: i rossoblù hanno perso la prima in casa con l’Acireale e Alex Gaucci, che aveva programmato la campagna acquisti nonostante il ventilato disinteresse del padre, arriva a San Benedetto dove affronta i fischi di circa duecento tifosi. “Volete che me ne vado?? chiede, tra l’altro. Intanto la società sgrida i “senatori? del gruppo (Criniti, Franchi, Napolioni) che avevano parlato di obiettivo salvezza. Si parla per dieci giorni dell’arrivo di Esposito e Martusciello: intanto la Samb pareggia a Teramo e batte poi il Martina in casa, con Zerbini a quota tre gol e un certo Scandurra che segna il suo primo gol. A Pesaro esordiscono i due nuovi arrivati: Martusciello gioca come mai dopo, e la Samb torna a casa con un 4-0 entusiasmante. Alcune indecisioni di Trillini conducono il Foggia al pareggio, dopo essere stato in svantaggio per 2-0 nel primo tempo: dal primo minuto della ripresa l’allenatore anconetano sostituisce ben due uomini. La Samb è ad otto punti.

OTTOBRE. Il mese si apre con il successo per 2-1 sul Taranto: partita da ricordare perché Criniti segnò il suo ultimo gol con la Samb, perché Scandurra realizzò il pareggio dopo una corsa di quaranta metri, e perché Trillini schierà inizialmente la Samb con il 4-2-4: in attacco Scandurra, Zerbini, Criniti e Bifini, a centrocampo Napolioni e Martusciello. Con la vittoria la Samb arriva al secondo posto, a tre lunghezze dalla Viterbese. La settimana successiva arriva un’altra vittoria: 3-1 a Giulianova con uno Scandurra super (media voto 8.3), anche se il risultato è troppo generoso. Il 19 di ottobre però la Samb perde incredibilmente con il Sora in casa: partita bruttissima, un solo tiro dei rossoblù. La Samb sfiora il riscatto una settimana dopo, nel campo della capolista Viterbese: i laziali pareggiano a pochi minuti dal termine, dopo che la Samb, anche senza strafare, era stata portata in vantaggio dal solito Scandurra. Il bilancio, fin qui, è soddisfacente: la Viterbese è a 21, il Catanzaro a 17, il Lanciano a 16 e quindi la Samb a 15.

NOVEMBRE. Il 2 di novembre avviene l’irreparabile. In settimana si spargono voci di un possibile disimpegno della famiglia Gaucci: per contro, il Benevento mette sotto la Samb per 2-0. L’ultimo quarto d’ora è tragico: insulti a Trillini, a Gaucci, a Martinelli. Alessandro Gaucci risponde minacciando la dismissione della Samb: si crea un vuoto di potere e tutti hanno voglia di dire la loro. Ne fanno le spese Remo Croci, consulente alla comunicazione della Samb, che si dimette nuovamente dall’incarico e spara a zero contro mister Trillini e Luciano Gaucci. Criniti intanto, dopo un colloquio con i tifosi, Trillini, Polenta e Molinari, viene messo fuori squadra. A Fermo prosegue la contestazione della tifoseria, che però risparmia il tecnico (la società è accusata di non pagare gli stipendi). Contro il Catanzaro la curva mostra una serie di cartelloni con su scritto “La Samb siamo noi?: la squadra soffre ma strappa un importante pareggio casalingo. A Lanciano, il 23 novembre, lo spettacolo è misero: ma con un solo tiro in porta Scandurra riesce a pareggiare lo strapotere frentano. La Samb è però a dieci punti dalla Viterbese ed è definitivamente fuori dalla zona play-off. La domenica successiva la Samb tocca il fondo: pareggia a L’Aquila, ultimissimo, e rischia persino di perdere. Molinari però avverte: “C’è un piccolissimo spiraglio?.

DICEMBRE. Si rincorrono le voci di possibili acquirenti della Samb, mentre Luciano Gaucci minaccia di portare via sette giocatori al mercato di gennaio. La Samb riceve una boccata di ossigno battendo il Chieti per 3-2, nella partita più emozionante dell’anno: Zerbini, Scandurra e Aprea sono i protagonisti. L’anno sul campo si conclude nella maniera migliore: a Paternò, squadra in crisi, la Samb vince 4-1. La Samb conclude il 2004 a 25 punti, a due lunghezze dal Lanciano e a otto punti dall’Acireale capolista. Ma la partita più importante si svolge fuori dal campo: i tifosi chiedono un incontro riservato con Luciano Gaucci. Prima di Capodanno Gaucci li riceve a Torre Alfina, dove viene siglato un patto: basta contestazioni e Gaucci provvederà a rinforzare la squadra. Livio Righetti, coordinatore dei club rossoblù, diventerà d’ora in poi uno dei protagonisti per arrivare ad interpretare le idee di Gaucci.

GENNAIO. Attorno alla Samb regna un’atmosfera irreale. La squadra è da due mesi in silenzio stampa, la famiglia Gaucci, dopo aver manifestato l’intenzione di smobilitare, è tornata sui suoi passi a seguito dell’incontro avuto a fine anno con i rappresentanti dei tifosi rossoblù. Così avviene che nel giro di pochi giorni vengano ceduti Criniti (Lodigiani), Scandurra (Perugia), Quondamatteo (Sansovino). Si arriva così a giocare uno scontro diretto importantissimo in una situazione tecnica e psicologica precaria. A San Benedetto, il 5 gennaio, in nottura, è di scena il Crotone. I calabresi sono quinti con 27 punti, la Samb è sesta a quota 25. In campo fa la sua ultima apparizione Francesco Zerbini, in non perfette condizioni fisiche: emozionato, sbaglierà il rigore del possibile 1-0 proprio sotto la curva nord che lo applaudirà a fine gara. La Samb butta al vento una grande occasione: in vantaggio per 2-1 (un grande Bifini e Napolioni), crolla nella ripresa ed esce sconfitta per 2-3. Ma i tifosi non protestano, rispettando l’accordo con Luciano Gaucci. Trillini, alla quarta sconfitta casalinga in nove gare, non viene esonerato. Il mese prosegue con il buon pari in casa della capolista Acireale, anche se va ricordato che la Samb giunse in Sicilia senza attaccanti di ruolo. Intanto Gaucci comincia a rispettare le promesse: arriva a San Benedetto il capocannoniere del girone, Tino Borneo, e Max Fanesi, già lo scorso anno in riviera. Nella sfida contro il Teramo la Samb vince con un solo tiro in porta e resta sesta in classifica, a due punti dal Lanciano. Ma il bello avviene fuori dal campo: tifosi contro giunta comunale e giornalisti, sala stampa chiusa. Livio Righetti pronostica l’arrivo di Gaucci a San Benedetto dicendo: “Questo non è niente, ne vedremo delle belle!?

FEBBRAIO. Il calcio mercato regala il ritorno di Pedotti, Filippi e Kanjengele (il loro apporto non sarà positivo), ma anche di Maschio. A Martina la Samb sembra aver gioco facile, ma nella ripresa ha paura di vincere e si fa raggiungere sul 2-2. Ma il piatto forte della settimana precedente era stato il ritorno di Luciano Gaucci a San Benedetto. “Tra di noi c’è stato un piccolo screzio – ha detto con voce serena – Che però in futuro non dovrà esserci più. Il vostro compito è di tornare a sostenere la squadra come avete fatto negli ultimi tre anni. “Tra di noi c’è stato un piccolo screzio – disse Luciano – Che però in futuro non dovrà esserci più. Il vostro compito è di tornare a sostenere la squadra come avete fatto negli ultimi tre anni.” La tregua, dopo mesi di incomprensioni, è bene accettata dalla tifoseria: chi dissente preferisce restare in silenzio. Intanto la nuova Samb, pur giocando malissimo, batte per 1-0 la Vis Pesaro con gol dell’ex Borneo: i rossoblù sono a dieci punti dalla capolista Catanzaro e ad una sola lunghezza dal quinto posto. Prosegue comunque la contestazione a Trillini: “Trillini in panchina campionato in rovina?, scrivono gli ultras. Eppure Trillini ha la sua giornata di gloria: a Foggia si vede un po’ di spettacolo (non di organizzazione…) e la Samb, con la coppia Martini-Borneo, sbanca i satanelli: 2-0. Si torna a parlare di primo posto, adesso a sette punti. Ma la Samb va a Taranto e, in novanta minuti, non tira mai in porta. I play-off sono sempre ad un punto ma si fa sotto il Benevento.

MARZO. Il mese inizia con Luciano Gaucci a vedere Samb-Giulianova e la sala stampa ancora chiusa. La gara della Samb è in linea con le altre partite dell’anno: un solo tiro in porta (palo di Borneo su punizione). A fine gara i tifosi attendono l’esonero di Trillini, contestato anche stavolta. Gaucci non sarà esplicito ma, mentre abbandona il “Riviera delle Palme?, dirà: “Trillini non può allenare in casa, è tutto sistemato?. Si agitano dunque le acque attorno alla Samb, ma non solo per affari sportivi. Il sabato infatti i tifosi avevano insignito Gaucci delle “chiavi d’oro? della città, e Gaucci era stato invitato ad una cena con molte autorità locali ma nessun esponente della giunta Martinelli. Trillini decide di salutare il pubblico rossoblù con una conferenza stampa, in cui smorza qualsiasi polemica. Mercoledì 10 marzo Vullo svolge il suo primo allenamento: “Mi auguro di essere all’altezza della situazione?, dirà. Il 14 marzo Vullo debutta a Sora: la Samb sembra una squadra trasformata seppur la formazione è identica a quella di una domenica prima. I rossoblù sprecano tante occasioni da rete e poi si fanno raggiungere sull’1-1. Il primo posto è a otto lunghezze, la Samb è settima a due punti dal Lanciano e ad uno dal Benevento. Il 21 arriva la Viterbese: è giornata rossoblù, la Samb ha interrotto il silenzio stampa e ci sono almeno seimila spettatori. La Samb non gioca bene nel primo tempo, va in svantaggio ma Borneo pareggia su calcio di punizione. Nella ripresa la Samb raddoppia con una girata di Borneo. La vittoria che potrebbe cambiare il campionato sembra arrivata, invece Velotto si inventa un rigore con tutto quel che ne consegue. L’arbitro esce dallo stadio solo tre ore dopo la fine della partita: sulla gara pende un reclamo della Samb perché Velotto non ha fatto rispettare il recupero regolamentare. A San Benedetto si respira un clima avvelenato, e complici alcuni errori di Vullo, che a Benevento schiera una difesa a tre, la Samb subisce la prima sconfitta in trasferta oltre che la più pesante in dieci anni: 4-0 a Benevento nello scontro diretto per il quinto posto. A sei giornate dalla fine bisogna recuperare quattro punti a Lanciano e Benevento: serve un miracolo.

APRILE. “Ora è un’altra squadra?: così commenta “L’Espresso Rossoblù? dopo il 5-0 rifilato alla Fermana. La Samb torna ad un punto dal Benevento ma è a quattro distanze dal Lanciano. All’orizzonte c’è la trasferta difficilissima di Catanzaro (34 punti in 11 partite casalinghe), lanciato verso il primo posto. Sono 150 i tifosi che giungono al Ceravolo per vedere una squadra che non tira mai in porta. Il 2-0 finale è più che legittimo, e gli ultras rigettano in campo le maglie dei giocatori. La sconfitta crea ancora un caso attorno alla Samb: il giorno prima della gara Samb-Lanciano Luciano Gaucci esclude Franchi, Esposito e Filippi dalla rosa, additandoli come “sindacalisti?. I giocatori rispondono con un punto di domanda sulla maglietta e battendo il Lanciano per 2-0. Recuperare il quinto posto sembra difficile: Benevento 50, Lanciano 47, Samb 46. La domenica successiva la Samb sconfigge L’Aquila, sempre per 2-0 e in casa: quarto successo consecutivo casalingo per mister Vullo. Tutti sperano che il Benevento perda a Lanciano nello scontro diretto: e così avverrà.

MAGGIO. La Samb sarà vergognosa a Chieti, dove perderà 3-1 disputando la peggiore partita dell’anno. I mille tifosi della Samb giunti all’Angelini abbandonano lo stadio prima della fine e contestano i giocatori al loro rientro a San Benedetto. Aprea si lamenta: “Mi hanno strappato la maglia e insultato la famiglia?. L’ultima gara della stagione al Riviera delle Palme vede comunque la Samb ancora in corsa per un posto ai play-off: ma recuperare quattro punti in due partite è impossibile e infatti non avviene. Contro il Paternò si registrano soltanto 2150 spettatori (mai così pochi in due anni di C1), che contestano tutti i giocatori. Ad ogni modo la Samb otterrà la quinta vittoria consecutiva di Vullo nelle gare casalinghe. Per compenso, sette giorni dopo arriverà la quarta batosta di fila in trasferta (3-0 a Crotone): i quaranta tifosi giunti in Calabria escono dopo cinque minuti per protesta contro i calciatori. Il mese si chiude con il “giallo?: dopo aver venduto il Catania, la famiglia Gaucci potrebbe vendere anche la Samb. Malavolta Jr., Buccilli e D’Eugenio i papabili alla società. Cosa accadrà?

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