La maggioranza si lecca le ferite. Prima la debacle patita lunedì scorso in consiglio comunale con l’assenza ingiustificata di Forza Italia e Udc, poi le due battute d’arresto subite nella ‘replica’ di mercoledì scorso (bocciatura del progetto Marconi e delle mofiche allo statuto dell’Istituto Vivaldi): tre inequivocabili segnali d’instabilità e debolezza della coalizione governativa, tre ostacoli che potrebbero pregiudicare l’esito del confronto elettorale del prossimo giugno.

A destare forti perplessità è stata, in particolare, la condotta politica di Forza Italia sull’affaire Central Frigor Marconi, portato avanti contro tutto e tutti, suscitando la piccata (e legittima) reazione di Alleanza Nazionale, che con un accorato intervento del presidente del Consiglio comunale De Vecchis, si è espressa chiaramente contro il progetto “per mancanza di un rilevante interesse generale”. Per la verità, la ‘ribellione’ di AN si è rivelata tutt’altro che sorprendente, alla luce dell’inattesa ritirata suonata due giorni prima da Forza Italia e Udc, risultata quanto mai sgradita alla seconda forza della Cdl. Un vero e proprio ‘autogol’ a pochi giorni dalle urne, che ha anche avuto l’effetto di riaprire una guerra fredda’ tra i partiti della coalizione che da tempo sembrava scongiurata.

Dunque, la maggioranza esce dal Consiglio comunale con le ‘ossa rotte’ e con una possibile crisi all’orizzonte. Intanto la campagna elettorale entra sempre più nel vivo. L’opposizione sentitamente ringrazia.

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