“In una zona ad alto rischio sismico e vulcanico come la Sicilia non poteva mancare il terremoto di fine primavera, quello per intenderci relativo alla coda del campionato. L’anno scorso ci divertimmo (per nodo di dire) con il Catania, quest’anno assistiamo agli sconquassi che provoca la decisione di Antonio Pulvirenti, presidente dell’Acireale, di comprare proprio il Catania. Che c’è di strano, direte voi? Tanto, rispondiamo noi. Innanzitutto operazioni del genere, a rigor di buon senso, non vanno chiuse quando la squadra di cui si è proprietari lotta per un importante obiettivo. Poi, se la squadra che viene comprata non solo è rivale per campanile alla già posseduta ma è una categoria più su, allora si capisce come ad Acireale si sentano tutti trattati male. Il presidente Pulvirenti, però, aveva manifestato tutti i segni della propria insofferenza già all’indomani del cappotto teatino, il 5-0 che il Chieti rifilò agli acesi accolti al loro ritorno con mazze e bastoni. Sembrava però tutto chiaro, ma il problema evidentemente era a monte. L’affare, a quanto si è appreso, si è concluso dopo mesi di trattative. Pur salvando la buona fede del rampante imprenditore Pulvirenti (peraltro catanese doc) va considerato che Acireale è stata praticamente calpestata. Ci voleva tanto a “congelare” la trattativa fino alla conclusione dei play-off? Mettiamo il caso che l’Acireale perda questi spareggi. Pulvirenti, deluso, avrebbe potuto dire: “Anno splendido, ora però voglio tentare una nuova avventura”: E in caso di vittoria, se ne sarebbe andato da eroe, da vincitore. I tempi scelti sono clamorosamente sbagliati. E infatti ad Acireale la tifoseria annuncia cortei di protesta. Si sente tradita, abbandonata a se stessa. Anche perché dalla squadra granata ci potrebbe essere una fuga verso Catania, dove invece molti rossoazzurri partiranno per Perugia. Costantini già lo si vede sulla panchina del Catania, così come Colantuono a Perugia. E all’Acireale, qualcuno ci ha pensato? Difficile, anzi impossibile che Pulvirenti tenga la squadra in C1, impossibile in B visto il conflitto d’interessi. E allora, come la mettiamo? Si vedrà. Per ora, quel che è meglio per tutti è che l’Acireale si concentri sui play-off pensando a dare il meglio di sé senza cercare alibi. Poi sarà storia futura. Ed interesse della città cercare chiarezza”.

articolo tratto dal sito tuttalac.it

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