De Vecchis (An): “La delibera è una variante per il cambiamento di destinazione d’uso di un singolo immobile, bocciato dal consiglio due anni fa.

Il Tar ha “bocciato la bocciatura” fatta dal Consiglio per mancanza di motivazioni, e quindi la discussione odierna è un atto dovuto, anche se due anni fa questa delibera non sarebbe dovuta arrivare in consiglio. Oggi il Tar ci obbliga a decidere: lo può fare solo questo consiglio comunale, come scrive l’avvocato del comune Marina Di Concetto. La Di Concetto scrive: “Il Tar ha censurato la carenza di motivazione che ha determinato la scelta del consiglio comunale (bocciatura dell’atto)”.
Questa variante arriva a pochi mesi dalla presentazione da parte del professore Bellagamba della bozza di variante generale al nuovo Piano Regolatore. Il sindaco ci ha detto che questa variante dovrebbe essere motivata da rilevanti interessi generali e interventi pubblici. Che tipo di delibera ci troviamo a votare questa sera? Io ho letto tutti i documenti a proposito.

La parola ‘interesse generale’ è citata una sola volta nella delibera! Questo interesse pubblico rilevante dovrà poi coincidere con l’interesse privato, e quindi il Consiglio Comunale sarà sovrano nella decisione.

Molti consiglieri mi dicono che ai cittadini sarebbe comodo avere un supermercato in quella zona. Io chiedo: si è sentito il comitato di quartiere? Si sono ascoltati i cittadini? Io ho chiesto il parere ai cittadini: mi hanno detto tantissime cose, dall’ufficio postale ad altro. Nessuno mi ha detto macelleria, fornaio, eccetera, perché ci sono.

Qualcuno parla di libertà di impresa. Io parlo di interesse pubblico. L’amministrazione comunale deve tutelare interessi legittime. Questa delibera invece non sarebbe dovuta arrivare in consiglio comunale.

Bisognava convocare la conferenza dei servizi solo se il PRG non aveva nessuna area dove poter ubicare un esercizio commerciale di meno di 900 metri quadrati. San Benedetto è piena di aree commerciale che possono contenere un’area di questo tipo!

Come le zone D2 a Porto d’Ascoli! Nello stesso quartiere a 300 metri c’è un’area che può ospitare questo spazio. Il proprietario di quest’area ha presentato la richiesta per un servizio commerciale di 1.100 metri quadrati.

Torniamo agli interessi generali! Come è ad esempio uno sviluppo corretto del territorio: ma questo si fa con il PRG. Come faremo a dire al cittadino che ci chiede: “io ho una mansarda abitabile me la fate rialzare”? Altrimenti il Piano Regolatore, dopo aver pagato il consulente, lo accartocciamo e lo buttiamo.

Interesse generale: in questo caso verrebbe leso dalla mancata neutralità del comune.

Interesse generale: in una zona compromessa dal traffico veicolare, un’ipotesi del genere non è ipotizzabile. La provincia all’inizio non era d’accordo, poi gli hanno detto che tolgono una casa, fanno entrare i fornitori da una parte e i clienti dall’altra. E la provincia ha approvato!

Passiamo alla politica! Il nostro accordo elettorale, nella copertina, prevedeva: a) la legittimità delle scelte; b) Il piano regolatore; c) la tutela del commercio; d) la tutela dell’ambiente; e) uscendo dal ruolo di ente accentratore influenzato dalle lobbies; f) sviluppo economico: favorire le piccole e medie imprese e piccola distribuzione specie nei centri storici; g) sul grande commercio: si diceva che impoveriva la città e i piccoli commercianti!

Tutti coloro che votano in maniera difforme rispetto a due anni fa lo devono motivare! Perché cambiano il voto? Altrimenti questa delibera, che è priva di interesse pubblico, sarà nuovamente bocciata dal Tar!

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