Non è bastato. I ragazzi del tecnico Marocchi devono salutare, con amarezza, la competizione. Sarebbe bastata una rete, una soltanto per andare avanti. Evidentemente l’alta concentrazione e un pizzico di sfortuna hanno fatto il resto. Ci aveva creduto il Centobuchi soprattutto dopo la grande prestazione nella semifinale contro la Montegiorgese. La squadra si era preparata con molta cura al match che l’avrebbe vista opporsi all’ Urbisaglia . L’incontro si disputava in una gara secca dove entrambe le formazioni si giocavano l’intera stagione. Novanta minuti in cui il Centobuchi aveva solo un risultato a disposizione ossia la vittoria. Una posta in palio davvero alta a cui era difficile rinunciare. I ragazzi di mister Marocchi lo sapevano e lo sapevano bene. Proprio questo obbiettivo ha impedito loro di impostare uno schema più razionale e meno contratto. Lo spettacolo e le emozioni si potevano contare sul palmo di una mano senza nulla togliere ad un’ Urbisaglia chiusa a riccio (il pareggio la qualificava grazie al miglior piazzamento) e ad un Centobuchi inseguitore di successo.

I vari Martelli, Crocetti, Bucci non sono riusciti a staccare il tagliando per la finale nazionale. Sono stati necessari anche i tempi supplementari per vedere spezzarsi l’equilibrio in campo. Non è successo e così il Centobuchi ha dovuto cedere il posto all’Urbisaglia. Nonostante l’estenuante fatica e l’altissima tensione che regnava in panchina, mister Marocchi non è sembrato amareggiato. Anzi, è apparso soddisfatto per come la sua squadra si è espressa in campo attaccando sin dalle prime battute. Si conosceva la forza difensiva dell’avversario a cui bastava un pareggio per passare il turno. Niente recriminazioni, ma elogi ai ragazzi che hanno dato il massimo di loro stessi. Il Centobuchi ci ha provato, l’avventura è finita ma non la voglia di riprovarci.

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