Qual è stato il percorso che ha portato l’Ulivo alla sua candidatura?
È stata senza dubbio una scelta difficile. La coalizione ha dovuto individuare una persona che la rappresentasse. Il percorso politico si è rivelato sofferto ma limpido, avulso da ogni logica spartitoria.

Ma l’accordo raggiunto non ha accontentato tutti…
Inizialmente alcune forze non volevano rinunciare alle proprie richieste. Ne abbiamo discusso con un confronto aperto e sereno, a cui ha preso parte anche l’Udeur, che poi ha scelto un altro candidato. Oggi lo schieramento è compatto, con la piena e generosa partecipazione di tutti.

Esclude, quindi, pregiudizi ideologici di alcuni partiti della coalizione a causa della sua appartenenza a Rifondazione Comunista?
Inutile nascondere che ci sono state delle riserve. Ma dopo i primi contatti con la gente, i partiti hanno maturato la consapevolezza che la mia candidatura non è vissuta come estremista dagli elettori, tutt’altro. In questi questi giorni stiamo riscontrando la straordinaria mobilitazione dei cittadini: ognuno vuol fare qualcosa per offrire il proprio sostegno. Quasi non riusciamo a dar seguito alle loro pressanti richieste.

Come spiega questa grande partecipazione popolare?
Credo dipenda dalla volontà di superare la fase politica che stiamo vivendo con il Governo Berlusconi. I cittadini non ne possono più. Penso sia anche un segnale di fiducia nei miei confronti. C’è il desiderio di dar spazio a chi ha già dimostato di essere pronto ad ascoltare e risolvere concretamente i problemi della gente.

Insomma, il voto degli elettori sarà influenzato più dal candidato che dallo schieramento politico d’appartenenza
Mettiamola così: se una persona è già conosciuta per impegno, passione e onestà costituisce un valore aggiunto.

Crede di poter ‘pescare’ consensi nell’elettorato moderato?
Onestamente penso proprio di sì. Un riscontro simile l’ho già ottenuto come sindaco di Grottammare: già allora molti elettori, a prescindere dall’ideologia politica, hanno riconosciuto in me affidabilità e passione. Nessuno crede più alla favola del comunista che mangia i bambini, la gente è turbata e preoccupata per le prospettive dei propri figli.

Lei è molto noto nella nostra zona, molto meno nel Fermano: cosa farà per farsi conoscere?
La mia lunga esperienza di sindaco a Grottammare e l’apprezzamento ottenuto dalla gente potrà essere utile. Certo, servirà anche altro per farsi conoscere. Il passaparola può essere uno strumento semplice ma molto efficace.

A destra molti sono convinti che il suo ‘avversario’ Scaltritti otterrà una vittoria netta e schiacciante.
È una previsione poco credibile. Come si dice, più ci si illude e più si rimane delusi. Per conto mio sono ottimista ma se il verdetto elettorale mi vedrà sconfitto, lo accetterò serenamente.

Sempre da destra la accusano di ‘fiancheggiare’ i no global
Sono molto vicino a personalità quali Alex Zanotelli, Gino Strada e Pietro Ingrao, che ogni giorno cercano di costruire un mondo migliore senza guerre e fame e s’impegnano per un altro tipo di globalizzazione, quella dei diritti. Mi sento profondamente coinvolto in questa causa, non credo sia una cosa disdicevole. E poi, il principale testimone dell’impegno contro la guerra è il Papa: è anche lui un no global? È vero, nel 2001 ho partecipato al Social Forum di Genova, sfilando con i cortei dei movimenti pacifisti insieme ai miei famigliari: non ho compiuto atti vandalici o assaltato McDonald’s, ho solo contribuito a una giusta causa. Forse qualcuno nel centrodestra mi ha scambiato per un black block.

A tal proposito, qualche esponente dell’Ulivo ha lamentato l’assenza del simbolo dei movimenti nei vostri manifesti elettorali
Avrei gradito molto la presenza di una lista d’appoggio della società civile. Da parte dei movimenti c’era, però, il timore che una loro eventuale partecipazione avrebbe sminuito il dialogo con le forze politiche al di fuori delle sedi istituzionali.

Teme una campagna elettorale avvelenata?
Non temo nulla. Ho la certezza che il centrodestra lancerà altre provocazioni, perché non hanno altri argomenti da spendere. Noi non replicheremo, punteremo ad arrivare direttamente alle persone.

Come giudica l’esperienza di Scaltritti in Parlamento? Sarà un vantaggio per lui in vista del confronto elettorale?
Non voglio assolutamente fare polemica, di recente alcune mie dichiarazioni rilasciate alla stampa sono già state mal interpretate dal candidato del centrodestra. La sua esperienza da deputato un vantaggio? Francamente credo che giovi di più aver fatto l’amministratore comunale.

In caso di vittoria, ha già messo in conto eventuali ‘agguati’ dei partiti per l’assegnazione delle poltrone?
Ci sarà molto da lavorare. È normale che le forze politiche vogliano vedersi rappresentate nella giusta misura. Per ottenere ciò dovranno, però, farsi carico non tanto di definire le quote ma piuttosto di mettere a disposizione della coalizione persone qualificate e rappresentative per il loro impegno sociale e civile, con particolare attenzione verso il genere femminile.

Potrebbe indicarci qualche nome?
Tra i candidati consiglieri ci sono esponenti della società civile molto validi. Nomi non ne faccio, non sarebbe corretto.

Ma lei ha già una mente una squadra di governo?
Ho una rosa di nomi da proporre, è naturale, ma non assumerò decisioni contro la volontà dei partiti così come loro non dovranno imporre nulla a me. Questo è un punto ben definito del nostro programma politico. Ne discuteremo serenamente, adottando le scelte più opportune.

Nel 2009 è prevista la nascita della Provincia di Fermo: come si comporterà se verrà eletto presidente?
Cercherò di governare con equilibrio questa fase complessa, puntando a soddisfare le aspettative di tutti. Sarebbe davvero inutile e dannoso far prevalere atteggiamenti campanilistici.

Sambenedettoggi sta conducendo una campagna sul tema della “Città Territorio”. Cosa ne pensa?
L’integrazione delle risorse è un obiettivo fondamentale per elevare la qualità dei servizi del nostro territorio, in virtù della forte omogeneità della Riviera delle Palme. Da tempo si lavora in questa direzione.

Altro tema caldo è quello del degrado della zona industriale di Monteprandone. Come pensa di risolverlo?
È un problema che conosco. Sono sincero: non mi spaventa. Come sindaco di Grottammare mi è capitato di sbrogliare matasse ben più intricate: penso, ad esempio, alle soluzioni innovative che ho adottato per il collaudo di lottizzazioni molto complesse. Risolvere questi problemi è la mia passione.

In sintesi, tre punti salienti del suo programma elettorale
Solidarietà, partecipazione e valorizzazione delle risorse umane, culturali e ambientali della nostra terra.

Perché gli elettori dovrebbero votarla?
Perché potranno riconoscere in me una persona dotata di passione, dedizione e idealità.

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