Sorriso accattivante, sguardo rassicurante: ecco l’identikit del candidato in formato manifesto elettorale. È scoppiata ormai da settimane la guerra dei ‘faccioni’, che campeggiano senza soluzione di continuità sui muri delle nostre strade. Destra, sinistra, centro, la moda ha contagiato tutti, senza distinzione di colore politico.

È tutto un proliferare di volti più o meno fotogenici, conditi da slogan brevi ed efficaci (così, almeno, presumono i candidati). Bando ai programmi e alle idee, quel che conta è ipnotizzare con lo sguardo i disorientati elettori. C’è anche chi, invece di esporsi in prima persona, ha scomodato un simpatico bebè o una tenera coppia di anziani per attrarre consensi.

Anche San Benedetto non è stata risparmiata da quest’ondata di sguardi ‘acchiappavoti’: a farla da padroni sono i candidati di Forza Italia, emuli del grande comunicatore Silvio Berlusconi. C’è poco da fare, il premier è un fine stratega: prima ha inaugurato i manifesti in cui appare di profilo accanto ai numeri del suo Governo, intento simbolicamente a guardare le cifre che esemplificano i risultati conseguiti, ora torna a far capolino sui maxiposter formato 6×3 con gli occhi rivolti ai cittadini, nel tentativo di conquistarne la fiducia in vista dell’imminente appuntamento elettorale.

Al Presidente del Consiglio spetta, però, un altro triste primato: i suoi manifesti sono i più colpiti dagli anonimi imbrattatori della notte, che di tanto in tanto osano camuffarne i tratti somatici o aggiungono frasi irripetibili agli slogan elettorali. È il prezzo della popolarità.

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