“E il campionato se ne va…” potrebbero all’unisono cantare le tifoserie di serie C1. Tutte, tranne naturalmente le quattro che dovranno sfidarsi ai play off, ovvero Crotone, Viterbese, Acireale e Benevento. Per queste quattro città ancora un mese circa di passione, il sogno chiamato serie B è dietro l’angolo…

I fans rossoblu hanno fatto “ciao” con la manina al campionato giusto ieri pomeriggio e lo hanno fatto in maniera piuttosto amara visto l’andamento della gara in quel di Crotone – altre erano le motivazioni dei calabresi… – e soprattutto alla luce del risultato.

Una quarantina di fedelissimi (33 in pullman ed altri 4-5 a bordo di un auto) hanno presenziato l’ultima trasferta del torneo, compreso l’ex amatissimo Totò Criniti (catanzarese), con la fidanzata. Non aveva più senso, obiettivi da inseguire per i rossoblu non ce n’erano, ma gli ultras – di qualsiasi colore – debbono esserci fino alla fine, sino all’ultimo secondo dell’ultima partita. “Sempre con te Samba sarò”…un coro, ma anche una promessa, una dichiarazione d’amore che non guarda in faccia a risultati, classifiche, categorie.

Gli irriducibili di casa nostra sono giunti allo Scida, dopo essersi sobbarcati la bellezza di 700 chilometri, ma hanno assistito alla partita per una quindicina di minuti appena! Un pezzo di lenzuolo srotolato nel settore ospiti che recita “Presenti per i nostri colori, non per questi giocatori”, la sintesi dell’amarezza per l’epilogo del torneo, ancora troppo grande come il “rospo” dell’esclusione dalla griglia play off che ancora non è andato giù.

Eccolo qua il riassunto dell’ultimo viaggio di un pezzo di San Benedetto. La squadra, dopo che gli ultras hanno smarcato l’ennesimo “cartellino” in trasferta, lasciata sola, in balia degli uomini di Gasperini e i 5-6000 dello Scida – con la Sud quasi piena che ha organizzato una coreografia fatta di strisce di plastica, l’effigie del guerriero acheo al centro e le scritte “Ultras Kroton” ai lati e “Orgoglio acheo” sulla vetrata – hanno cantato con davanti agli occhi una dirimpettaia curva Nord che si è svuotata dopo poco più di quindici minuti. Una trentacinquina le fiaccole accese dai tifosi marchigiani – sequestrati invece dalle forze dell’ordine i fumoni rossoblu al seguito – il drappo “No al Calcio Moderno”, una sciarpata e nessun altro vessillo esposto.

Il gesto “goliardico” – o una sorta di “dispetto” alla squadra, fate voi – della torcida rivierasca mette la parola “fine” a questa tribolata stagione. Tribolata per le vicende sul campo, non certo per quelle sugli spalti, perché gli ultras e tutto il pubblico della Samb si sono fatti onore dalla prima all’ultima giornata per numeri, partecipazione e folklore.
Ma di questo parleremo nei giorni a venire, con un bilancio (del tifo) del campionato da ieri concluso. Appuntamento, come al solito, sulle pagine di Sambenedetto Oggi…

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