In questi giorni “bui” per il calcio italiano, impelagato nello scandalo del calcio scommesse – è la terza volta, dopo il 1980 e il 1986! – molti forse non avranno dato peso alla decisione del Giudice Sportivo di martedì scorso, ovvero quella di togliere i tre punti in classifica incamerati dal Sora contro la Vis Pesaro, nella partita disputatasi al Claudio Tomei nell’ultima giornata. Era stata la stessa società marchigiana a presentare immediato ricorso dopo la gara, in virtù di quello che era successo in campo.

Riepiloghiamo. All’inizio del secondo tempo, dalla curva Ferrovia, quella tradizionalmente occupata dagli ultras sorani, parte un petardo che scoppia nei pressi del portiere ospite Ginestra. Per fortuna niente di grave e dopo pochi istanti il gioco riprende. Al 35° minuto della ripresa però l’episodio si ripete e stavolta Ginestra si accascia al suolo, stordito. Soccorso, è costretto a lasciare il campo e viene trasportato all’ospedale per gli accertamenti di rito. Gli subentra il giovane Bernacchia, il quale al 46° subisce il gol della vittoria ad opera dei bianconeri (2-1).

Il Giudice Quattrocchi nell’esaminare il caso, ha inflitto al sodalizio ciociaro “una penalizzazione minima pari ai punti conquistati in base all’art.12 in quanto società oggettivamente responsabile”. Ricorso d’urgenza alla Commissione Disciplinare da parte del Sora, che certo si aspettava una grossa multa e magari la squalifica del Tomei, ma non un simile provvedimento. Tra l’altro in una situazione analoga, il Milan-Roma che è valso lo scudetto, con il lancio di petardi dei tifosi giallorossi sul prato di San Siro, la decisione della giustizia sportiva ha comportato “solo” un’ingente multa e la squalifica dell’Olimpico. Forse che il Sora, in qualità di piccolo club di provincia, non può usufruire del medesimo trattamento?

Ma quello che lascia interdetti – a chi come il sottoscritto guarda la cosa in maniera del tutto obiettiva e non di parte – è l’accettazione del reclamo della Vis, senza però la (logica) conseguenza di dare ai pesaresi la partita vinta a tavolino. Parliamoci chiaro: a guadagnarci è la sola Fermana che ora, a 90 minuti dalla fine della stagione regolare, si trova di nuovo a sopravanzare il Sora di due preziosissimi punti. Perché mai decidere di “falsare” la lotta per evitare i play out a una gara dal termine del campionato? Il gesto di un tifoso, diciamo poco “avveduto”, come può incidere sul risultato finale di una partita?

Detto questo non si intende assolvere suddetto tifoso, ma risulta difficile considerare saggia una decisione che va a stravolgere gli equilibri di un girone, quello meridionale, che da questa settimana si trova pure a dover fare i conti con la spinosa questione del calcio scommesse. In questo modo si finisce per disorientare ulteriormente i tifosi, i quali a furia di ricorsi, contro-ricorsi e carte bollate varie, finiranno per disamorarsi definitivamente del calcio. CREDIBILITA’, chiediamo CREDIBILITA’.

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