Nuovi sviluppi nell’inchiesta sulle scommesse clandestine. I carabinieri hanno sequestrato nelle abitazioni di alcuni calciatori diverse ricevute relative a scommesse vincenti su partite dei campionati di calcio in corso.

Si tratterebbe sia di scommesse “regolari” (ma riguardanti anche partire che si sospettano “truccate”), sia di giocate al toto nero.

Ci sarebbero puntate di oltre 5 mila euro e alcune riguarderebbero il “filotto” di cinque partite del 18 marzo scorso che, secondo una telefonata intercettata sull’utenza dell’ex portiere del Siena Generoso Rossi, sarebbero state combinate.

I 13 indagati sono: Giacomo Cavalcanti, di 52 anni, ritenuto dagli inquirenti un capo clan operante nelle zone di Bagnoli, Fuorigrotta e Rione Traiano; Antonio Di Dio, 51 anni, bancario e consigliere circoscrizionale; Luigi Ferone, 55 anni; Angelo di Bosco Mazzella, 25 anni; Antonio Maisto, 24 anni; Rosario Di Maio, 48 anni; Nunzio De Luca, 49; Sergio Scalise, 27 anni; Vincenzo Onorato 41 anni; Generoso Rossi, 25 anni; Roberto D’Aversa, 29 anni, e Nicola Ventola, 26 anni (calciatori del Siena) e Salvatore Ambrosino, 30 anni.

CARRARO. Il presidente dell Figc ricorda inoltre come la federazione auspichi ”da tempo controlli piu’ severi” per ”stroncare ogni forma di illegalita”’ nel calcio: ”Situazioni – spiega – che costituiscono anche una illecita concorrenza alle scommesse sportive legali che producono introiti a favore dello Stato e di tutto lo sport italiano. Mi auguro – aggiunge Carraro – che l’indagine della magistratura riveli comportamenti corretti da parte dei nostri tesserati; ove cosi’ non fosse, sarebbero giuste punizioni appropriate. La Figc ha gia’ attivato l’Ufficio indagini che svolgera’ il proprio compito con tempestivita’ e serieta’: se emergeranno responsabilita’ di tesserati – conclude Carraro -, scatteranno naturalmente anche le sanzioni della giustizia sportiva”.

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