L’Autorità di Bacino dice no alla possibilità di costruire nuovi insediamenti industriali o commerciali nella zona a sud della Superstrada Ascoli-Mare, nel tratto di Centobuchi. “Il rischio di esondazione rilevato non è riducibile”, spiega l’ingegnere Occhipinti.

Il Comitato Tecnico Interregionale, che in precedenza aveva declassato il rischio nella zona a nord della Superstrada da un livello E4 (massimo) ad un livello E2, non ha invece ritenuto possibile effettuare lo stesso procedimento per il tratto a sud. L’orientamento del Comitato Tecnico è chiaro: sono di fatto vietati nuovi insediamenti (il Comune di Monteprandone aveva teorizzato la creazione di un centro commerciale) anche se non c’è nessuna preclusione per interventi di ampliamento per insediamenti già esistenti, purché questi non peggiorino lo stato del territorio.

“Un eventuale nuovo insediamento aumenterebbe ancor di più il rischio generale – dice ancora l’ing. Occhipinti – perché porterebbe un numero maggiore di persone in un’area non sicura a causa del rischio esondazione del Tronto.” Le cause alla base di questo rischio permanente sono le arginature del fiume e i due “colli di bottiglia” rappresentati dai ponti della ferrovia e della Statale 16.

Questa decisione complica ulteriormente il processo di riqualificazione dell’area industriale di Monteprandone (processo, bisogna dirlo, mai avviato): come spiegato nei giorni scorsi, l’accordo di programma sottoscritto nel 2002 dalle imprese dell’area industriale con Comune di Monteprandone e Piceno Consind non è stato mai attuato in quanto si attendeva (almeno questa sembra essere la giustificazione del Comune di Monteprandone) proprio la decisione dell’Autorità di Bacino.

Il rischio è che tutto salti in aria e i progetti di riqualificazione redatti dai tecnici rischiano di restare su carta. Ad ogni modo, l’ing. Occhipinti fa notare che per l’area a nord della Superstrada, nonostante sia stata derubricata da zona ad alto rischio a zona a rischio medio a fine 2003, resta tutt’ora insicura perché gli accorgimenti che avrebbero dovuto essere realizzati per ridurre il rischio sono giudicati insoddisfacenti (il Fosso Centobuchi e Fosso dei Galli possono provocare danni) rispetto a quanto preventivato.

Intanto l’Assoindustria sta organizzando l’incontro con gli enti competenti per conoscere i motivi del degrado della zona industriale di Monteprandone.

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