Domenica 16 maggio. Si chiude il campionato, almeno la “stagione regolare”. La Samb lo fa all’Ezio Scida di Crotone. Costruito nel lontano 1935, 10000 posti di capienza – dopo l’ampliamento con i pitagorici promossi in B – l’impianto calabrese dista mezzo chilometro dal centro ed è situato in via Cutro, nei pressi dell’ospedale cittadino.
Per arrivare a Crotone è consigliabile la A1 direzione Roma-Caserta, per poi deviare sulla Salerno-Reggio Calabria fino all’uscita di Sibari, direzione Crotone. Da Sibari il centro calabrese dista all’incirca 130 chilometri.

Tornando allo Scida, il settore destinato ai nostri tifosi sarà la porzione di curva Nord lato tribuna scoperta.
Il cuore del tifo locale invece è la Sud, curva che è cresciuta di pari passo con la squadra che dalla promozione in Eccellenza del ’94, inanella ben quattro salti di categoria che la portano alla cadetteria, mai disputata in precedenza dai rossoblu. E’ la stagione 2000/2001, primo anno di B, con lo stadio pitagorico che fa registrare una media che si aggira sulle 5500 unità a partita. Non male per una città di appena 60000 abitanti…

Dopo un altro campionato di B – sempre oltre 5000 gli affezionati dello Scida – i rossoblu tornano in C1, categoria dalla quale da due stagioni stanno tentando di approdare al “piano di sopra”. Nel torneo che sta per terminare i numeri della tifoseria del Crotone testimoniano di un entusiasmo ancora non pari agli anni della B: 4000 infatti la media stagionale, anche se dobbiamo dire che nell’Italia meridionale pallonara i “portoghesi” proliferano! In ogni caso stiamo parlando della quarta migliore tifoseria del girone B in quanto a presenze, considerando inoltre che per abbonati – 1825 le tessere sottoscritte in estate – si è dietro solo a Foggia (2424) e Catanzaro (2716).

Dicevamo di una curva, quella jonica, giovane ma cresciuta in fretta e soprattutto volenterosa, tanto da guadagnarsi un posto di tutto rispetto nel panorama ultras italiano.
Il CUTB è il gruppo più vecchio in quanto nasce nel ’78 (col Crotone che annaspa nel CND) dalla fusione dei due gruppi portanti del periodo, ovvero Commando Ultras e Teddy Boys. Attualmente, dopo la spaccatura in seno ai gruppi organizzati, sono posizionati nell’altra curva, la Nord, ma di certo rappresentano la storia e la tradizione tifosa crotonese.

Il gruppo attualmente più attivo è invece quello dei Nasty Boys, nato nel ’96 dalla frammentazione delle Fossa Jonica, in vita fino al ’95. Nel giro di pochi anni sono riusciti ad invadere letteralmente la scene del tifo locale, prova ne sono le molteplici sezioni in città e provincia. “Nasty ovunque” (mai un trasferta bucata) il loro motto.

In curva Sud oltre ai Nasty l’altro gruppo portante è costituito dalla Gioventù Pitagorica, altra costola della Fossa Jonica e quindi nata alla metà degli anni Novanta, che ha come simbolo il guerriero acheo e si contraddistingue per il credo non violento, pensando unicamente ad incitare gli “squali”, come sono soprannominati i rossoblu (lo squalo è il simbolo della città).

E a proposito di squali, gli Sharks, nati nel ’97, sono insieme al Clan Membrosi (dello stesso anno) – il cui bizzarro nome deriva dal nomignolo di uno degli appartenenti – al Roma Klan (costituito da lavoratori e studenti crotonesi trapiantati nella capitale) e alle Figlie di Hera (gruppo di sole donne che prende il nome dalla divinità greca) le entità che completano la mappa del tifo rossoblu.

Riporto infine le amicizie e gli odi della tifoseria crotonese. Buoni i rapporti con i supporters di Ancona, Sambenedettese, Empoli, Venezia e Cosenza. Veri e propri gemellaggi con Cavese e Catania, mentre molteplici sono le rivalità. Le più sentite con le corregionali Catanzaro, Reggio Calabria e Vigor Lamezia, ma da citare sono anche quelle con Benevento, Savoia, Juve Stabia, Taranto, Bari, Trapani, Salerno, Avellino, Cagliari, Torino, Siena e Palermo.

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