Non molti anni fa calcava ancora i terreni di gioco con la sua classe e tenacia che gli hanno regalato tante soddisfazioni tra i professionisti. Ora riveste un ruolo importante all’interno del settore giovanile della Sambenedettese Calcio con grande soddisfazione ma anche con grande rammarico per quello che poteva essere fatto a San Benedetto del Tronto ma che non è stato fatto e probabilmente, nell’immediato futuro, non si farà!

Voltattorni, ci parli del suo percorso professionale come allenatore? Quando ha iniziato?

Ho iniziato ad allenare con la Sambenedettese Calcio e più precisamente con l’avvento della famiglia Gaucci che mi volle come assistente tecnico prima di Donatelli, poi di Mei, Beruatto…

Quanto ha iniziato ad interessarsi del settore giovanile della Sambenedettese Calcio?

L’anno scorso! Sono stato nominato responsabile del Settore Giovanile, nonché allenatore della Beretti. Tuttora svolgo questo compito.

Come è strutturato il Settore Giovanile della Sambenedettese Calcio?

Vi è la Beretti che partecipa al torneo nazionale, dopo di che vi sono gli Allievi regionali allenato da Catto ed i Giovanissimi regionali allenati da Lunerti. In tutto vi sono una settantina di ragazzi. In più vi è da tener in considerazione la scuola calcio diretta da Simonato.

Lo scorso anno espresse dei pareri molto duri rispetto alla politica della società riguardo il settore giovanile. A distanza di dodici mesi, le cose sono invariate o addirittura sono peggiorate?

No! Purtroppo non è cambiato niente. In ogni modo, vorrei fare una precisazione. È vero che la situazione del settore giovanile della Sambenedettese purtroppo non è rosea, ma è anche vero che tutti noi tecnici sappiamo a che cosa andiamo incontro e quindi siamo consci della situazione nella quale ci tocca lavorare. Tale per cui, vi è comunque l’entusiasmo giusto per operare, anche se, ripeto, il Settore Giovanile della Samb non è messo bene!

Mi scusi, ma quali sono i problemi?

Purtroppo la Società non ha intenzione di investire sul Settore Giovanile e quindi noi ci troviamo a lavorare in condizioni difficili. I ragazzi che abbiamo a disposizione sono tutti di San Benedetto e dintorni, alcuni sono stati presi per strada… Non abbiamo possibilità di fare acquisti di nessun genere a livellogiovanile, dati i fondi inesistenti destinati a codesto settore. In ogni modo, spero che in futuro qualcuno di questi ragazzi possa sfondare come è successo a me…o meglio a quelli che sono usciti fuori dal vivaio sambenedettese dopo di me…ma, onestamente, al momento la vedo dura.

Come è andata la stagione della Beretti quest’anno?

Non bene! Purtroppo siamo arrivati quart’ultimi, ma di più non potevamo fare anche perché il girone in cui siamo capitati, quello delle romane, è molto duro, e ci vuole molta scaltrezza che attualmente i nostri ragazzi non possiedono. Inoltre, bisogna tener conto che noi affrontiamo tale torneo con pochi ’85 e molti ’86 se non ’87. Capisce che anche a livello fisico, in tale età, la differenza si sente.

Di questi giovani giocatori, nutre delle speranze per qualcuno?

Anche se è troppo prematuro dare un giudizio, la nidiata degli 87 è abbastanza promettente: vi sono alcuni ragazzi tipo De Cesaris, Gasparroni che hanno buone qualità. Per quanto riguarda quelli più grandicelli, purtroppo non vi sono elementi pronti per la primi squadra.

Ma una esperienza in prima squadra da parte di qualcuno di loro non potrebbe che essere positiva…

Sicuramente! Penso che se la rosa della prima squadra fosse meno importante dal punto di vista numerico, vi sarebbe uno spazio maggiore per qualcuno delle giovanili: è una politica che personalmente perseguirei!

Insomma, il problema grave, da quello che capisco, è la mancanza di investimenti e di programmazione a livello di settore giovanile. Ve ne sono altri che aggravano tale situazione comunque non bella?

Il problema dei campi: come può vedere il Campo Europa oramai è saturo. Vi sono troppe formazioni che si allenano qui, e che si sovrappongono. E poi il terreno di gioco non è che sia dei migliori.

Questo in effetti è un discorso vecchio: come pensa si possa migliorare tale situazione? Con l’erba sintetica?

Sarebbe l’ideale. Non avremmo problemi inerenti al terreno di gioco, la manutenzione sarebbe minima e la sfruttabilità molto più elevata. Da quello che so il Porto d’Ascoli ha in mente un progetto del genere…

Si sente di chiedere qualcosa all’Amministrazione Comunale?

Se già decidesse di trasformare il Campo Europa in uno in erba sintetica per noi sarebbe una gran cosa. E poi comunque sono a conoscenza di agevolazioni (soprattutto finanziarie) da parte di Istituzioni sportive e non affinché si possa sperimentare una soluzione del genere.

Quali sono i rapporti tra il settore giovanile della Samb e le formazioni di calcio giovanile locale?

Apparentemente buoni, dopo di che, se andiamo a fondo, non è che vi sia una grande collaborazione.

Come mai?

Il problema è sempre e solo economico: quando le formazioni locali hanno qualche ragazzo interessante che potrebbe fare al caso della Sambenedettese chiedono di essere pagate ma, come le dicevo prima, purtroppo non abbiamo fondi da spendere…o meglio da investire. In ogni modo, ad onor del vero, con alcune realtà locali vi sono dei buoni rapporti.

Una siffatta politica societaria a cosa porta?

Purtroppo a nulla: i giovani calciatori che arrivano alla soglia del contratto, o meglio della cosiddetta “proposta di contratto?, si svincolano dalla Samb in quanto non viene fatta loro alcuna proposta. E quindi si perde tutto ciò per cui si è lavorato.

A meno che qualcuno non venga dirottato a Perugia come Cavazzini lo scorso anno…

Si. E dell’anno scorso non meritava solo lui, ma anche altri che purtroppo ora non sono più patrimonio della formazione rosso-blu.

Quale potrebbe essere un ipotetico rimedio?

Dato che non vi sono soldi, si potrebbe ipotizzare uno scambio con formazioni che per esempio giocano nei dilettanti: a fronte di un giovane calciatore formato in cambio potremmo ricevere dei ragazzi di buone speranze da crescere, senza così sborsare un euro. Può essere una soluzione.

Personalmente, penso che ciò sia una cosa grave: coltivare e non raccogliere è un po’ un controsenso. Ma è possibile che la Società rimanga immobile?

Polenta si è impegnato ad inizio stagione a piazzare i giovani calciatori a livello della soglia della “proposta di contratto?. Vedremo.

A proposito, che rapporto ha con Molinari, Polenta?

Un buon rapporto. Debbo dire che quel poco che chiedo cercano di farmelo avere…anche se, ribadisco, chiedo poco…anche perché so quali sono i limiti. Insomma, per quello che possono mi sostengono.

E che pensano di tale situazione del Settore Giovanile?

Innanzitutto, sono convinti che il futuro del calcio sta nel rilancio del Settore Giovanile, ma anche loro hanno le mani legate.

Insomma, alla Sambenedettese Calcio si sta lavorando in un ottica di breve periodo?

Ma una speranza c’è ed è data dalla Scuola Calcio diretta da Simonato che annovera ben 200 iscritti (grazie anche al blasone della gloriosa maglia rosso-blu, che ancora resiste). All’inizio ero titubante sul progetto dato che pensavo si potessero creare dei dissapori con le altre realtà locali, ma poi, alla luce dei fatti (poca collaborazione e scarse possibilità d’investimento) penso che l’unica via per risollevare le sorti del calcio giovanile rosso-blu si trovi proprio in tali bambini, che possono essere fatti crescere “in casa? secondo determinate regole comportamentali ed agonistiche.

A proposito di comportamento, che rapporto avete con i ragazzi e con genitori dei ragazzi che allenate?

I tempi sono cambiati: ora i genitori sono pressanti, gli stessi ragazzi hanno meno voglia di fare sacrifici. Noi cerchiamo anche di fornire loro una cultura comportamentale votata al sacrificio ed all’educazione.

In ogni modo, una cosa la voglio dire con forza: io una volta, per andare a giocare nelle fila della Sambenedettese Calcio facevo i salti mortali! Appena seppi che mi volevano, impazzii dalla gioia. Ora tutto è cambiato: parecchie volte mi sono scontrato con ragazzi che non sono voluti venire alla Samb! Per me è qualcosa di inconcepibile (confermo, ndr)! Forse tali ragazzi non capiscono che se uno gioca a calcio con una formazione come quella rosso-blu, malgrado attualmente non vi sia una grande organizzazione, vi è sempre una possibilità in più, rispetto alle altre opportunità, di sfondare nel mondo del calcio. Sono ancora esterrefatto (ed io sbalordito, ndr)!

Dopo circa due anni di esperienza come Responsabile del Settore Giovanile della Samb, si è fatto un pensiero su come magari tale situazione possa essere in qualche modo risolta?

Un’idea l’avrei, ma non so fino a che punto sia fattibile. Partendo dal presupposto che la Samb rimanga sotto la proprietà della famiglia Gaucci, darei in gestione il Settore Giovanile ad un altro Presidente che ovviamente dovrebbe avere un tornaconto personale per i propri investimenti che andrà a fare nel settore giovanile. Una specie di scissione, sempre sotto la salvaguardia della Sambenedettese Calcio che magari potrebbe destinargli una parte, benché minima, del proprio budget. Insomma, darei la gestione del Settore Giovanile a qualche personaggio locale.

Non male come idea…non so però quanto appunto sia fattibile. E di Voltattorni? Cosa mi dice del suo futuro?

Nonostante tutto, mi trovo bene e lavoro con voglia, tranquillità ed entusiasmo. Per me questo è un periodo formativo ed ho tanto da imparare anche da tali ragazzi. Non so se sono pronto per un’esperienza più importante: certo che, non provando non potrò saperlo mai. Ma, ripeto, per il momento mi trovo bene.

Nell’augurarle le più grosse fortune, la ringrazio per la disponibilità ed onestà avuta anche nel dire cose non certo positive ma che fotografano appieno la realtà che sta vivendo il settore giovanile della nostra formazione del cuore.

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