Samb terza scelta della famiglia Gaucci? Lo si è sentito dire tante volte: è un dato di fatto riferito al campionato in cui partecipa, anche se bisogna ricordare sempre che la Samb, tre anni fa, era nel campionato Dilettanti e che è la squadra che, tra Perugia e Catania, ha tratto i maggiori vantaggi dalla gestione Gaucci in termini di salto di categoria.

Ciò non toglie che la famiglia Gaucci, prima che guardare ad una sola squadra, deve dare un’occhiata complessiva al suo “patrimonio? calcistico: e il Perugia in Serie A è stato negli ultimi anni la principale entrata di bilancio, sulla quale si sono retti in qualche modo anche gli affari di Catania e Samb.

La settimana scorsa, a Roma, c’è stato un incontro a cui hanno partecipato molti uomini dello staff di Perugia, Catania e Samb. Se qualche decisione è stata presa, sicuramente questa è vincolata dal futuro degli umbri, che sembravano spacciati fino a due settimane fa e che invece adesso hanno la possibilità, vincendo, di acciuffare lo spareggio. E dunque prima di conoscere il futuro dei rossoblù, bisognerà attendere domenica sera. Volenti o nolenti.

Nell’ambiente rossoblù è rimasto, alla fine di un campionato spesso interlocutorio, molto rammarico. Un sentimento che in altre situazioni non avrebbe ragione di esistere: nonostante mille contraddizioni la Samb è rimasta in corsa per un posto in Serie B fino a poche giornate dalla fine. E allora perché si è originata questa disaffezione?

Tutto torna se pensiamo a Luciano Gaucci: il pubblico sambenedettese teme, da un giorno all’altro, un disimpegno del patron romano, e subisce il nervosismo di non vedere concretizzato immediatamente il sogno della Serie B. In altri campionati di C1, pur non meno problematici, invece si sperava sempre che, l’anno successivo, la società avesse allestito una squadra in grado di primeggiare. L’unico modo per stemperare la tensione sarebbe una discesa di Luciano Gaucci a San Benedetto: un colloquio sereno con la tifoseria, un’esposizione seria dei programmi per il prossimo campionato (non serve per forza una squadra ammazza-campionato, ma occorre chiarezza negli obiettivi) potrebbero ricompattare l’ambiente. Chiediamo troppo?

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