Domenica 9 maggio 2004, SAMBENEDETTESE – PATERN0’. Non ha più un senso il campionato dalle tinte rosse e blu e infatti il Riviera delle Palme si presenta in versione “minimalista” con appena 1500 spettatori (540 i paganti, ma molti abbonati hanno dato forfait) per quest’ultima uscita casalinga, insieme agli 8-9 lodabili tifosi del Paternò in curva sud con al seguito gli striscioni di Decisi, Dinastia Normanna ’88, Ultras Dinastia e “Paternò ti amo”. Il match , per me e altri fedelissimi, vale forse solo per “bucare” per la sedicesima volta l’abbonamento…

La fanzine dei ragazzi dell’Onda d’Urto riporta in copertina l’immagine di tre giocatori della Samb esultanti coi volti coperti da tre punti interrogativi. Lo stesso sarà il motivo principe della “protestografia” inscenata dalla Nord al primo minuto: nel secondo anello viene srotolata una lunga scritta che contiene i nomi dei giocatori “scesi in campo” (le virgolette sono d’obbligo…) in quel di Chieti – “subentranti” compresi – oltre a un enorme punto di domanda issato dal secondo al primo anello e la frase-sentenza “Uomini senza orgoglio né pudore, indegni della nostra passione”. Gli ultras chiedono spiegazioni circa l’ennesima figuraccia rimediata in trasferta, guarda caso proprio in concomitanza con gare fondamentali per il cammino dei rossoblu…

Il delle Palme spoglio in ogni settore – due soli gli striscioni, ovvero il “La musica è finita…” dei distinti e il consueto (almeno nelle ultime partite) “Ho scritto due parole nel mio cuore: fede ed onore, non le puoi cancellare né certo diffidare” sulla transenna della curva – è compatto nella contestazione alla Samb, ad eccezione di una parte della tribuna coperta, dalla cui zona parte sporadicamente qualche applauso a sottolineare talune azioni dei padroni di casa.

In realtà della Samb dell’Angelini rimane oggi ben poca cosa: fuori Aprea e Taccucci per squalifica, Borneo, Fanesi, Napolioni e Martuscello per guai fisici, metà squadra è, per così dire, “innocente”. Ma il popolo rossoblu è troppo arrabbiato per una stagione finita davvero male – lasciamo stare la condizione fisica, però gli stimoli e la grinta non devono venire mai meno… – ed oggi la “partita del tifo” in pratica non esiste perché la curva è “in bianco e nero” (nessun vessillo viene esposto), si sta tutti seduti e ci si alza di tanto in tanto per cantare qualche coro, ma le parole che escono dalle ugole ultras non sono certo un bel sentire per gli 11 della Samb: “Andate a lavorare!” e “Questa Samba è una vergogna!” quelle meno pesanti, poi c’è un “Non vincete mai!” di ispirazione interista, il “Solo fischi per voi” condito appunto dai fischi inviperiti dei tifosi, oppure l’irriverentissimo “Per i miseri implora perdono, per i deboli implora pietà!”.

La performance canora, assai limitata come detto, degli ultras sistemati nella Nord consta pure di canti pro-diffidati e di un “Povero Gaucci, dai cavalli sei passato ai ciucci!!”.

La gente di fede rossoblu fa sostanzialmente sentire in trasferta i suoi giocatori (oltre ai cori di protesta, ci sono i fischi ad ogni passaggio o appoggio sbagliato) e gli applausi sono solo per gli ospiti e per i tifosi siciliani, soprattutto dopo un loro “chi non salta è un ascolano”. Confermato dunque il buon rapporto tra le due fazioni, alla luce delle accoglienze ricevute dai supporters di casa nostra al Falcone-Borsellino, quest’anno, ma anche la passata stagione.

Le uniche cose degne di nota di questa giornata – cui fa da contorno una partita noiosissima – sono gli striscioni srotolati dalla Nord: cito per primo quello dedicato a Cioffi “4/5/03: Cioffi non mollare!”, l’altro dedicato al telecronista Martellini, deceduto da pochi giorni – “Nando Martellini ultimo campione del mondo!” – e infine quello in memoria di un ragazzo pescarese (conosciuto qui a San Benedetto, nonostante la rivalità coi biancazzurri, da alcuni esponenti di spicco della curva), anch’egli morto di recente, il quale recita “Ciao Stefano, i guerrieri non hanno colori”.

Il resto delle scritte “by Onda d’Urto” sono contro la squadra: “Benevento, Catanzaro, Chieti: noi c’eravamo e voi?”, “Benevento, Catanzaro, Chieti: voi in ginocchio noi in piedi!” e “BN, CZ, CH: A.A.A. Cercasi dignità!”.

Nel secondo tempo intanto la Samb prova a vincere questa partita, ma onestamente fa molta rabbia vedere da parte di alcuni rossoblu quella “cattiveria” agonistica che sarebbe stato più opportuno ammirare in Abruzzo; nella giornata odierna la cosa risulta essere di magrissima consolazione e infatti quando Bifini allo scadere deposita in rete la palla dell’1-0 (con gesto di polemica contro mister Vullo annesso), il Riviera si “infiamma”, ma non certo per i tre punti… Alle grida di gioia si sostituiscono impietosi fischi e il leit motiv di questo Samb-Paternò: “A lavorare, andate a lavorare!”.

Cala il sipario sul Riviera delle Palme per il campionato 2003-04. Nostalgia, è normale, perché per le prime gare ufficiali della nuova stagione dovremo attendere la Coppa Italia in agosto, ma soprattutto rammarico e rabbia per come la Samb ha “gestito” le proprie possibilità di accedere ai play off. Tornano in mente le parole di Gaucci a inizio stagione: “Sarà un campionato di transizione”. Già, e chi se lo ricordava?

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