“COSA RESTA DEL CALCIO?
Cosa resta di una voce che va via? il ricordo, certo, ma anche i tanti momenti di emozione vissuti sentendo la voce. The Voice, Sandro Ciotti, ci lasciò la scorsa estate. Fu un brutto giorno, nonostante l’afa. Un mese fa, il saluto ad Enrico Ameri. Scusa Ameri, scusa…Poco fa ci ha lasciati un altro grande. Dal nome e dal cognome indimenticabile per ogni italiano. Nando Martellini se ne è andato. “Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo””: 1982, anno d’oro. La finale: Italia Mundial. E Martellini che fece commuovere milioni di italiani con quella telecronaca che annunciava il terzo trofeo mondiale vinto dagli azzurri. Cosa resta di Ciotti, Ameri, Martellini? Resta il ricordo di persone splendide, grandi ed ineguagliabili professionisti. E il ricordo di un calcio che con loro va via. Una foto, una voce, un disegno: ogni cosa è viva nella memoria finché ne esiste testimonianza. Quando i simboli vanno via, con essi svaniscono i ricordi. Se ne vanno eroi della radio, della Tv, e portano con sé, nel campionato dell’aldilà, le loro voci ed il nostro calcio. Non quello delle pay-tv, del nandrolone e dei TAR. Ma quello delle giocate illuminanti, delle famiglie allo stadio, della domenica sacra, tabù non sfatabile per lustri e decenni e rotto negli anni ’90. Ahinoi, un altro se ne è andato. Ci resta il calcio di oggi, inquinato dalle televisioni e dai miliardi. Gli stadi si svuotano, i salotti si affollano. I miracoli sportivi non esistono più: la meritocrazia è in auge, e se una squadra fallisce, se è importante (se ha storia e tradizione) scende di un gradino, se è meno importante (anche se magari ha costruito il presente con immani sacrifici) viene radiata. E’ l’effetto di una politica pallonara tutta sbagliata, di tifosi e spettatori che continuano a seguire il calcio solo perché troppo fedeli e innamorati di uno spettacolo (avete modo di chiamarlo ancora sport?) che li ammalia e li entusiasma. Nonostante tutto. E li addolora. Come quando pezzi di storia ci lasciano. Passano a miglior vita, forse perché schifati del calcio di oggi. Chissà se quello scomparirà mai, sostituito da uno migliore…
Ciao Nando”

(Articolo tratto dal sito “tuttalac”)

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