Chiamatelo caro-vita, caro-prezzi o caro-euro. La sostanza non cambia: vivere a San Benedetto ‘costa’ ogni giorno di più. Ebbene sì, anche la nostra città è stata colpita, come tutto il Belpaese, dal fenomeno prezzi ‘pazzi’. Conti alla mano, le nostre tasche si stanno svuotando. Vox populi, come sostiene qualcuno?

Per fare luce su questo fenomeno allarmante, abbiamo realizzato un’indagine a ‘tutto campo’, concentrando la nostra attenzione sui prezzi dei prodotti alimentari, raccolti in diversi punti vendita della nostra città.

Intanto, proviamo a snocciolare qualche cifra. Da quando è entrato in vigore l’euro, mangiare costa a una famiglia italiana circa 75 euro in più al mese. La spesa alimentare è cresciuta in termini monetari, mentre i consumi per alcuni prodotti, frutta e verdura su tutti, sono crollati e ogni italiano ha pagato 594 euro in più.

La spinta maggiore alla crescita smisurata dei prezzi è venuta dai prodotti ortofrutticoli, i cui acquisti incidono per il 18% circa sulla spesa alimentare degli italiani. I consumatori si sono trovati di fronte ad aumenti medi del 15 per cento, con punte per alcuni prodotti che hanno superato abbondantemente il 50 per cento (è il caso delle zucchine, dei fagiolini, dei pomodori e del radicchio).

Nel 2003 ogni famiglia italiana ha acquistato mediamente 418 Kg tra frutta e verdura contro i 461 Kg acquistati nel 2000. Si tratta di una riduzione di ben 43 Kg per famiglia. Più penalizzata dalle scelte degli italiani è stata la verdura con un -10% rispetto al 2000, mentre per la frutta il calo è stato dell’8%. La tendenza all’aumento dei prezzi è stata confermata sostanzialmente anche nel primo trimestre del 2004. Solo negli ultimi due mesi le quotazioni dei prodotti ortofrutticoli hanno subito un leggero ribasso.

San Benedetto non è stata risparmiata da questa folle corsa al rialzo dei prezzi, tuttaltro: nella nostra città (provare per credere) il costo della vita sta diventando davvero insostenibile. Tutto colpa dell’euro, sostengono i benpensanti. È sin troppo facile rintracciare le cause del caro-prezzi nella traumatica introduzione della moneta unica. In realtà, sono le speculazioni ingiustificate e gli omessi controlli sui rincari a pesare come macigni sulle nostre tasche.

Polemiche a parte, il quadro è chiaro: in qualsiasi negozio, ipermercato o mercatino quello che prima costava cinquemila lire ora è venduto a cinque euro. Per non parlare della pizza al ristorante o del gelato. O del prezzo della benzina, sempre più alle stelle.

“Prima dell’euro spendevo 100 mila lire a settimana per la spesa, oggi comprare le stesse cose mi costa almeno 70 euro” ci ha confidato amaramente una casalinga di San Benedetto, da noi intervistata sul fenomeno ‘caro prezzi’. Una sentenza che non ammette repliche. Si salvi chi può.

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