“Basta con questo scempio!” si saranno detti i 7-800 tifosi rossoblu scesi all’Angelini di Chieti. Detto fatto, perché i fedelissimi supporters – sul risultato di 3-1 per i neroverdi – non hanno aspettato il fischio di chiusura del signor Lops di Torino, ma hanno preso anzitempo la via dei pullman e delle autovetture che li avevano condotti in Abruzzo. Giunti a San Benedetto hanno atteso l’arrivo dei giocatori al Riviera delle Palme e lì sono volate parole grosse, anche se talvolta è capitato di sentire e di vedere contestazioni assai peggiori da queste parti…

Nella stagione in corso i giocatori della Samb sono sempre stati sostenuti con grandissima passione da tutta la tifoseria, vuoi per l’ormai proverbiale attaccamento alla causa della città, vuoi anche per la “confusionaria” situazione della società dall’inizio (o quasi) dell’annata. La squadra è sempre stata “coccolata” – ad eccezione, ricordiamolo, di mister Trillini e di alcuni confronti pacifici avuti coi calciatori – perché non era ritenuta la principale responsabile delle situazioni di difficoltà. Ora però, alla luce della debacle in terra d’Abruzzo – che sancisce di fatto la conclusione del torneo per i rossoblu – la squadra non può far finta di niente, deve assumersi le sue responsabilità e soprattutto non accampare “scuse”.

All’Angelini la torcida sambenedettese ha esposto a inizio gara lo striscione “Bisogna vincere…e tutti insieme vincerem!”: l’11 di Vullo – vedere prestazione indecorosa… – è come se avesse sputato sopra quel pezzo di carta pregno di amore e di speranza (seppur minima) di raggiungere i play off.
Si chiedevano impegno, determinazione e carattere, ovvero quelle caratteristiche indispensabili per onorare la maglia che si indossa e invece Aprea e compagni hanno deluso proprio sotto questo aspetto e lo hanno fatto nelle partite chiave della stagione: Benevento, poi Catanzaro e infine Chieti.
La tifoseria non pretendeva la luna, auspicava soltanto la massima profusione di “nerbo” da parte della formazione rossoblu e invece ha assistito ad una prova di grande voglia da parte di quella squadra, il Chieti, che non aveva il benché minimo obiettivo da raggiungere, se non quello di onorare nel migliore dei modi la gara e, di riflesso, il campionato.

Sulla “rete” molto duri sono stati i commenti all’indirizzo della Samb. Alcuni tifosi sperano che domenica prossima – Gaucci permettendo… – la squadra non indossi la casacca rossoblu, così da non infangarne ulteriormente il prestigio, altri hanno lanciato la proposta di confezionare delle t-shirt (una per ogni giocatore) simili a quelle che gli stessi hanno indossato prima delle ultime due gare casalinghe, ovvero con dei grossi punti interrogativi. Stavolta però si chiederebbero “spiegazioni” proprio a loro, riguardo l’ardore agonistico che non hanno “portato” in Abruzzo.

L’ambiente di certo non è sereno ed è parecchio amareggiato per come si sta concludendo un campionato che si poteva davvero vincere – ma le colpe, sia chiaro, non sono tutte della squadra…
Contestazione oggi pomeriggio alla ripresa degli allenamenti? E domenica, contro il Paternò, quale sarà l’accoglienza che il delle Palme serberà agli uomini di Vullo?

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