“Domenica 4 maggio 2003, SAMBENEDETTESE – L’AQUILA.

Suona la sveglia, non faccio nemmeno colazione e corro in edicola: apro un noto quotidiano locale e alla pagina 21 si parla della Samb. “Oggi con L’Aquila serve un gran tifo – Come ai tempi del Ballarin? titola il giornale. Anche se per motivi diversi, questa domenica farà in effetti tornare la memoria al glorioso stadio intitolato ai fratelli Ballarin……..

La società rossoblu nella giornata odierna concede l’ingresso gratuito alle donne e il Riviera delle Palme si presenta decisamente gremito di bellezze nostrane…… I paganti ufficiali risulteranno circa 5000 ma lo stadio è davvero pieno e credo si possa tranquillamente parlare di un totale di circa 8000 spettatori. 250 invece i tifosi provenienti dall’Abruzzo, con Viking, Redblue Eagles e NAM su tutti. Gli ospiti staranno molto compatti e anche se non coloratissimi mostreranno una discreta grinta nei cori.

La curva per quest’ultima gara casalinga ha preparato una bellissima cartata rossoblu. In transenna viene appesa l’esplicita scritta “All’attacco!?. Noto con piacere la nuova bandiera dell’Onda d’Urto, molto grande e davvero ben fatta. Il Riviera parte a spron battuto nel sostenere i propri undici, ma dopo appena dieci minuti succede quello che mai nessuno avrebbe voluto succedesse. La bolgia si fa silenzio e di certo un brivido lunghissimo percorre le schiene di chi era presente in quel tristemente famoso 7 giugno 1981. Allora due donne – Carla Bisirri e Maria Teresa Napoleoni – oggi un uomo, allora un tragico incendio, oggi una terrificante caduta dal secondo anello della curva, allora la Sud del Ballarin, oggi la Nord del Riviera. Oggi come allora lo sport si mescola alla tragedia, alla fatalità che ha voluto che una giornata di festa di colpo diventi drammatica.

Siamo tutti con le mani in aria a scandire il tempo dell’ennesimo coro per l’amata Samb e all’improvviso molti sguardi si trasferiscono sul primo anello della Nord, chiuso perché inagibile. Lì, sui gradoni, è disteso il corpo di un tifoso, dopo un volo di circa sette otto metri di altezza. Il silenzio piomba sul Riviera delle Palme, non si comprende subito quello che è successo anche perché oggi la curva è piena all’inverosimile e risulta difficile vedere, capire. Peppe e Giorgio chiedono lumi agli altri che stanno in piedi sulla transenna, molti hanno gli occhi calamitati su di loro e alla fine capiamo che il tremendo volo lo ha compiuto Massimo Bruni, noto a tutti come “Cioffi?, uno dei fondatori dell’Onda d’Urto, uno di quelli che insieme a Peppe tenevano il megafono nella curva sud del Ballarin.

La curva cerca immediatamente di richiamare l’attenzione dei soccorritori che però sembrano titubanti: pensano ad uno scherzo? Fatto sta che ci vuole qualche minuto prima di vedere i primi aiuti all’indirizzo del povero Massimo. Da lodare il gesto del dottor Narcisi che dalla tribuna laterale dove si trova per assistere alla partita, si catapulta verso la curva, facendosi strada tra i poliziotti e presentandosi come medico.

Intanto anche molti giocatori, soprattutto quelli in panchina (Fanesi per esempio) o quelli che non giocano per squalifica ma che sono comunque a bordo campo (Napolioni e Delvecchio) si avvicinano alla Nord e nel vedere la scena che si presenta davanti ai loro occhi si disperano, mettendosi le mani tra i capelli e guardando il cielo con le mani giunte. Delvecchio sembra particolarmente provato, il gladiatore rossoblu – molto attaccato alla maglia e alla tifoseria – se ne sta seduto, immobile, col volto coperto e il corpo rannicchiato su se stesso.

Il dottore vuota la bocca piena di sangue di Cioffi e ricorre alla respirazione artificiale. Arriva l’ambulanza che nel frattempo ha dovuto fare un giro che non ti dico e dopo aver caricato Massimo si dirige in tutta fretta all’ospedale, ma ci sono voluti quasi venti minuti perché tutto ciò accadesse e questo fatto farà molto discutere nei giorni successivi riguardo la sicurezza dello stadio e l’inadeguatezza dei sistemi di soccorso.

Il Riviera è attonito, la partita che si era fermata per qualche minuto riprende, ma fa impressione sentire le voci dei giocatori e il rumore della sirena dopo che fino a pochi istanti prima lo stadio è stato assordante nei cori e nei canti pro-Samb………

La partita a questo punto ha davvero poco senso e gli ultras rossoblu ripiegano tutti gli striscioni, le bandiere e i vessilli in rispetto del proprio tifoso. Anche gli ospiti tolgono gli striscioni e smettono di fare tifo, nonostante l’importanza della gara per la squadra del cuore; un gesto estremamente positivo che denota una grossa mentalità da parte dei sostenitori aquilani. Applaude lo stadio all’indirizzo degli ospiti e nel frattempo anche i distinti provvedono a “liberare? le transenne del settore.

La Nord presto si svuota di alcuni esponenti di spicco dei gruppi rossoblu, diretti verso l’ospedale, il resto dei tifosi si siede, anche se non tutti riescono nell’impresa, in virtù dell’assembramento col quale oggi si deve stare nel settore più “caldo? del Riviera. Il match va avanti in questo stranissimo clima, nel quale la gente più che commentare le azioni di gioco chiede a chi gli sta vicino se si sa qualcosa del povero Cioffi; trillano in continuazione i cellulari e in breve si sa per certo che il quarantottenne tifoso è in coma.

La Samb fa in ogni caso il suo dovere e si impone col risultato di 2-0. Segnano Turchi e Kanjengele, con quest’ultimo che al momento della realizzazione del rigore che si è procurato, corre – seguito dall’intera squadra – in direzione del primo anello, dedicando di fatto la rete a Cioffi. Lo stadio al momento dei gol non sembra esplodere di gioia con la stessa veemenza di sempre e l’unica cosa da annotare è il nervosismo finale, dopo il 2-0, da parte degli ospiti e dei distinti che per un po’ si “beccano? vicendevolmente. Nei giorni a seguire in molti avranno di che di dire sul comportamento del Vecchio Fronte, reo di aver srotolato la scritta “Play off a noi? in un Riviera che invece non pare aver troppa voglia di festeggiare il raggiungimento di questo importante obiettivo. Critiche però anche a chi in curva Nord parte col coro “C2 C2? rivolto agli aquilani, critiche che peraltro si espletano nell’immediato, con tifosi che mugugnano all’indirizzo di chi non ha un minimo di gratitudine per i rossoblu d’Abruzzo che invece dal canto loro hanno mostrato molta sensibilità e maturità nell’adeguarsi alla tragica domenica del Riviera delle Palme.

Dopo la partita, intorno alle 18.30 un’elioambulanza attera nel centro del prato del Riviera per trasportare Massimo Bruni all’ospedale Torrette di Ancona. Il bollettino medico purtroppo non è dei più confortanti: trauma cranico con lieve ematoma subdurale, emorragia subaracnoidea e un imponente edema cerebrale. La gravità di quest’ultima lesione ha fatto ritenere opportuna un’osservazione neurochirurgia, possibile proprio nel capoluogo dorico nel quale Cioffi è stato trasportato?.

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