Peppino Aprea, portiere e capitano della Samb, ha attraversato un brutto momento al ritorno da Chieti. Come si era capito dal comportamento dei tifosi allo stadio Angelini (poca contestazione e un lungo confabulare di un grosso numero di tifosi nei minuti finali), i supporter rossoblù hanno atteso il ritorno dei giocatori presso lo stadio “Riviera delle Palme�.

Aprea, che stava tornando in auto assieme a Fanesi, appresa la notizia dei tifosi presenti allo stadio, ha deciso ad ogni modo di confrontarsi con loro. Nella discussione però ci sono stati anche episodi spiacevoli. “Mi hanno strappato la maglia e mi hanno offeso la famiglia – ha detto Aprea – Sono molto deluso da questo comportamento anche se molti tifosi non erano d’accordo. Spero resti un episodio isolato, perché queste persone non hanno capito chi sono e quanto ho dato per la Samb. Mi hanno detto che non ho onorato la maglia, questo non è vero.â€?

Aprea ammette le colpe dei giocatori: “Abbiamo perso il terno per i play-off nelle ultime tre sconfitte in trasferta, purtroppo noi ce la mettiamo tutta ma abbiamo sbagliato la gara decisiva, personalmente alla fine della partita ho anche avuto una crisi di nervi.�

Aprea, da capitano, commenta anche le dichiarazioni di Gaucci che minaccia di far giocare la Berretti e, sembra, potrebbe non far giocare i calciatori con la maglia rossoblù: “Spero che siano dichiarazioni a caldo del presidente, spero che con la calma ritorni indietro e ci faccia giocare quella piccola speranza che abbiamo, anche se è quasi impossibile.�

È veramente iniziata la conta finale. Sono giorni importanti per la Samb: l’importante è non perdere la testa.

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