A fine mese il Comitato Tecnico dell’Autorità di Bacino Interregionale del Fiume Tronto dovrebbe decidere se dichiarare idonee alla edificazione industriale e commerciale (si parla di un ennesimo centro commerciale) le aree a sud della superstrada Ascoli-Mare che insistono nel territorio di Monteprandone.

L’Autorità di Bacino ha redatto nel 2001 un Progetto di Piano per il rischio Idrogeologico, tutt’oggi non ancora approvato. Nel progetto, comunque, si è provveduto a classificare le aree del bacino truentino in base al rischio di frane (da R1, rischio minimo, a R4, rischio massimo), e al rischio di esondazione (da E1 a E4).

Per quanto riguarda Monteprandone, l’Autorità di Bacino ha provveduto a classificare, inizialmente, come E4 (rischio esondazione massimo) sia la zona a sud che una vasta porzione a nord del raccordo autostradale. In data 11 dicembre 2003, però, ultima riunione del Comitato Tecnico, si è provveduto ad attuare la riduzione del rischio da E4 a E2 per la zona a nord del raccordo, mentre per la porzione sud la decisione è stata rinviata condizionandola a “…specifici studi, in relazione anche allo stato di attuazione degli interventi di messa in sicurezza dell’asta terminale del fiume Tronto.?

Cosa significa tutto ciò? Che in assenza di Piano, sono sufficienti alcuni interventi per ridurre una classe di rischio da E4 a E2: ad esempio la Servizi Elicotteristi Italiani S.p.A. chiede che per l’area a sud del raccordo la classe di rischio venga ridotta a seguito degli interventi di arginatura dei fossi Centobuchi e dei Galli e di rivestimento in cemento armato del fondo e delle pareti del fosso Valluccio. Per carità, non siamo ingegneri, e capiamo che con opere opportune si possano ridurre i rischi di esondazione. Capiamo anche che tutto è perfettibile: più studi ed analisi vengono effettuati, maggiori sono le possibilità di non sbagliare. Però non vorremmo che l’assenza di Piano dei Rischi per il Tronto consenta un adeguamento continuo delle classi di rischio, al di là del fatto che alcune aree possano essere o meno appetibili dal punto di vista industriale e commerciale. La natura presenta sempre un conto da pagare.

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