Prossima tappa in trasferta lo stadio Angelini di Chieti. Costruito nel ’69, l’impianto abruzzese può contenere all’incirca 8300 persone.

La città – poco più di 50000 abitanti – adagiata sul colle alla destra del fiume Pescara non si è mai contraddistinta per una passione sfrenata per le maglie neroverdi del Chieti 1922, ma il fenomeno ultras ha attecchito da queste parti (del resto l’Abruzzo è terra “fertile” in quanto ad ultras…) a partire dagli Anni Settanta, per poi consolidarsi sul finire del decennio successivo.

Dopo lo spareggio valevole per la C2 perso col Lanciano (stagione ‘85/’86), l’anno successivo i neroverdi si rifanno approdando in quarta serie. Nasce così il primo gruppo teatino di una certa importanza, ovvero gli Achean Generation – il cui storico striscione ha rifatto la sua comparsa nel campionato in corso di svolgimento – che oltre al nome e al simbolo originali legati alla storia cittadina (nel Museo Nazionale d’Antichità degli Abruzzi di Chieti è conservata la celebre statua del Guerriero di Capestrano), si fanno ricordare per l’acquisto di un pullman col quale effettuare le trasferte e la difficile convivenza con gli altri gruppi della curva in quegli anni, ovvero Filippone Neroverde e Irriducibili Skalo.

Dopo l’unione di questi ultimi due gruppi e il conseguente scioglimento degli Achean, la curva Volpi passa nelle mani degli Irriducibili ’89, i quali vedranno i neroverdi approdare nella tanto sospirata C1 nel ’91. Poi ci sarà la retrocessione dopo appena tre stagioni e ben tre ripescaggi (due in C1 ed uno in C2). Dal 2001 il Chieti è tornato a militare in terza serie grazie alla vittoriosa finale play off ai danni del Teramo ed ha ritrovato dopo tanti anni il derby coi rivali di sempre, i pescaresi.

Gli Irriducibili attualmente sono uno dei migliori gruppi del panorama di terza serie ed anche se i numeri non sono dalla loro – 1800 la media dell’Angelini di quest’anno per esempio, con appena 531 abbonati – mentalità e stile contraddistinguono la Volpi.
Il loro motto, “Mai Domi” (l’anno passato proprio contro la Samb fecero una coreografia a tema), è stato copiato da diverse tifoserie italiane, così come il coro-tormentone “Non mollare mai”, di paternità teatina anche se sono stati i laziali a farlo, diciamo, conoscere.

Originalità dunque per gli Irr e soprattutto cura maniacale nella realizzazione del materiale (stendardi, sciarpe e striscioni), come per esempio udinesi ed aretini, coi quali c’è infatti una stima reciproca. Oltre a questo aspetto che richiama il tifo britannico la curva neroverde si segnala per compattezza e continuità nel sostegno alla maglia e nelle ultimissime stagioni hanno dato prova di essere davvero in salute con presenze anche nutrite su tutti i campi e con spettacoli scenografici all’altezza della situazione.
A San Benedetto quest’anno sono stati tra i migliori gruppi visti all’opera.

A completare la mappa dei gruppi della curva Volpi ci sono Teate Fans, Lega Autonoma, Vecchia Guardia, Placet e 330 SLM (che sta per “Sul Livello del Mare”).

Amicizie con aquilani e, come detto, aretini ed udinesi, oltre a buoni rapporti con Samb, Monopoli e Trani, mentre ci si guarda “in cagnesco” con Pescara (soprattutto), Teramo, Lanciano, Ternana e Perugia.

Per effettuare la vicina trasferta in Abruzzo uscire dalla A14 al casello di Chieti e poi proseguire per la SS5. L’Angelini, distante dal centro un chilometro circa, sta in viale Abruzzo. Buon divertimento!

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