*Gentile Direttore,
non è mio costume reintervenire in una polemica, ma trattandosi di un tema fondamentale – la lotta partigiana e la riconquistata libertà per il nostro Paese – ritengo utile fare qualche precisazione.

1) È scandaloso che a San Benedetto del Tronto, unico caso in Italia l’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) non sia stata la protagonista della Cerimonia del 25 aprile u.s.. Ancora più grave se pensiamo ai figli sambenedettesi morti per affermare i valori della Resistenza: Mario Mazzocchi, Cesare, Luciano, Antonio Gabrielli, Neutro Spinozzi, Francesco Fiscaletti, Giammaria Paolini.
2) Ancora più gravi sono le dichiarazioni del Sindaco tese a sminuire l’accaduto:“anche lo scorso anno l’ANPI non c’era…”, e ancora “…se vorranno noi li faremo parlare…”.
Della serie errare è umano perseverare è diabolico…
Personalmente mi spiace non sia stato compreso il senso delle nostre polemiche. Non è un problema di concedere o meno la parola durante la cerimonia, ma è una questione di principio. Ed è un segnale preoccupante, soprattutto se unito all’episodio della omissione ad opera dell’Amministrazione di Ascoli Piceno sulla propria carta intestata, relativamente alla frase sulla Medaglia d’oro al Valor militare “per l’attività partigiana”.
Per quanto riguarda le dichiarazioni rilasciate da Piunti e Galié, rispondo loro dicendo che non paga essere dei “dorotei”o peggio dei Ponzio Pilato.

Occorre il coraggio di prendere iniziative e loro non l’hanno fatto: nessuna manifestazione in Città per il 27 gennaio – Giorno della Memoria: credo che San Benedetto abbia la forza e l’autorevolezza per poter organizzare eventi anche paralleli a quelli Provinciali, proprio per sottolineare l’importanza di alcune ricorrenze.

Per quanto riguarda le Foibe, le vittime vanno onorate e ricordate. Però bisogna anche puntualizzare che le decine di migliaia di esuli e profughi di cui parla Galiè sono diventati tali per delle ragioni ben precise. La Storia, che voi non potete cambiare, ci dice che avendo l’Italia perso la guerra per colpa dei fascisti guidati da Mussolini – quel Mussolini che Gianfranco Fini fino a poco tempo fa considerava il maggior statista del ‘900 – la penisola istriana passò alla Jugoslavia…

Non per odio, né per rancore, ma in ossequio alla verità.

*Giovanni Gaspari

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