Domenica 25 aprile 2004, SAMBENEDETTESE – L’AQUILA. 3000 circa i fedelissimi del Riviera, con i distinti mezzi vuoti – i tifosi presenziano maggiormente il “piano” di sotto, al riparo da Giove pluvio – e la stessa curva che presenta svariati “buchi”. Buono invece il colpo d’occhio della tribuna coperta.

La pioggia, ok, il fanalino di coda L’Aquila, va bene, la squadra rimaneggiatissima, d’accordo, ma su tutti – è mia opinione – la mancanza di fiducia in una Samb tra le prime cinque, capace di allungare di un mese circa questo torneo edizione 2003-04. Ecco come spiegare il brusco calo di spettatori.

3000 dunque a sperare nel miracolo. I numeri sono quelli di una partita di fine stagione che oramai ha ben poco da dire, ma ci pensa la Nord a tenere l’ambiente “sulla corda” srotolando pochi minuti prima dell’avvio del match un messaggio-diktat che dice “La voce in curva, il sudore sulle maglie, vinciamo insieme queste ultime quattro battaglie!”.

In balaustra niente striscioni anche per questa giornata, si insiste con la scritta “Ho scritto nel mio cuore due parole: fede ed onore, non le puoi cancellare né certo diffidare”.

Appare una scritta invece nel settore distinti: “Molinari pozzo senza fondo”. Oltre alla citata nota polemica, ci sono i giocatori rossoblu, i quali scendono ancora una volta in campo con le maglie bianche col punto interrogativo sulla schiena a favore degli esclusi dalla rosa – sono rimasti Franchi e Filippi, visto che Esposito (c’entra qualcosa l’emergenza in attacco?) all’ultimo è rientrato nei ranghi.

La curva Sud vede l’arrivo di una trentina di tifosi aquilani con gli striscioni di Red Blue Eagles, NAM e Viking e le due “pezze” con su impressi gli slogan “Diffidati presenti” e “Ultras liberi”. Un lungo lenzuolo viene inoltre steso sopra i vessilli rossoblu: “Diffide, denunce, repressione, fallimento…avanti ultras fino alla fine!”.

E gli abruzzesi prestano fede alle proprie parole, in virtù della prova di grande orgoglio mostrata qui in riviera: per lunghi tratti in silenzio, è vero, ma capaci pure di ergersi a protagonisti di momenti di tifo goliardico alternando cori, manate e balli. Verso la fine del secondo tempo ci scappa pure un “trenino”, alla faccia della loro squadra che intanto da oggi, a seguito dell’ennesima sconfitta, scivola ufficialmente in C2; ma gli ultras, loro no, non hanno categorie e l’attaccamento del manipolo di sostenitori aquilani rende fieri gli ultras di qualsiasi squadra perché questo è il vero spirito che dovrebbe accompagnare tutte le tifoserie. Tifare per la maglia e soprattutto per sé stessi, a prescindere dal risultato. Molto, troppo spesso, quest’idea rimane utopia, oggi invece ha trovato terreno fertile nella ventina di “pazzi” sistemati in curva sud…

La Nord, dopo l’applauso per ricordare Adriano Ciccarelli, titolare del Gran Caffè Sciarra, scomparso in mattinata, accoglie i 22 in campo con la consueta sbandierata e le numerose due aste che proliferano nel settore.

Nei pressi dei lanciacori sbuca ad un tratto una sagoma nota. Giubbotto nero di pelle, cuffietta in testa – anche oggi la primavera si è fatta attendere in riviera. E’ il bomber Tino Borneo “in borghese”, tenuto lontano dall’area di rigore da un infortunio patito nella gara col Lanciano. Appena ci si accorge di lui, partono i primi “osanna” al suo indirizzo: “Tanto già lo so, tanto già lo so, segna Borne-o!!”. Costantino saluta e ringrazia, dopodiché assiste insieme ai 3000 del delle Palme all’“Esposito-Day”: il campano mette a segno una doppietta che di fatto chiude anzitempo il match.

Dopo il rigore che porta in vantaggio la Samb i tifosi ospiti mostrano un prolisso striscione incentrato sull’episodio di sabato scorso avvenuto in Messina-Venezia, in cui il portiere lagunare ha “assalito” la panchina giallorossa: “L’ultras arrestato, denunciato, diffidato per tre anni Soviero libero, pulito, squalificato per cinque mesi Le condanne solo per gli ultras”. Applausi da parte dei “colleghi” della curva di casa. Abruzzesi e marchigiani per il resto dell’incontro si ignoreranno a vicenda – escluso un “vaffa” verso la fine dell’Onda – nonostante la (tiepida) rivalità.

In quanto a sostegno canoro oggi la Nord pur non eccellendo ha fatto del proprio meglio, anche in considerazione del non elevatissimo numero di presenti e della partita bruttina e praticamente mai in discussione dopo il rigore, dubbio, fischiato a Martini. Molto continuo d’altro canto lo sventolio di vessilli e bandieroni a conferma di una curva sempre estremamente colorata.

Tifo continuo per tutta la gara (piove sempre a dirotto…) e questa non è una novità, col volume però un poco altalenante – nessuno è perfetto – anche se non è mai scaduto ad un livello indecoroso. Variegati i canti proposti dal duo Peppe-Alteo col “Tieni in alto i tuoi color” a farla da padrone in diversi frangenti del secondo tempo, secondo tempo che si era aperto coi fumoni blu nella zona presidiata dal Nucleo. Tre sciarpate ed alcuni cori contro il pescarese (ed ex) De Amicis fanno infine da contorno ai 90 minuti.

In ultimo tiratina d’orecchi alla Nord. O meglio, a quelle persone che nell’intervallo hanno pensato bene di ripararsi dalla pioggia scendendo al primo anello e lasciando di sopra a sgolarsi il solito encomiabile zoccolo duro. Magari le stesse persone nei secondi 45 minuti avrebbero dato poco alla causa, ma se fossero rimasti sui gradoni del “secondo piano” almeno avrebbero contribuito a “tappare” qualche buco in curva. Poco male in ogni caso, a resistere sono stati coloro i quali ogni domenica fanno grande la Nord e che soprattutto non molleranno mai, fino al 16 maggio…e – casomai – oltre…

La gara si chiude sul 2-1 e i rossoblu vengono a salutare la curva. Nonostante le due “Caporetto” in trasferta, la Samb di Vullo in casa si è imposta in tre occasioni su quattro. Chissà dove saremmo ora se fosse arrivato prima… “Baciamo le mani” mister!

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