MONTEPRANDONE – Si è svolta oggi una conferenza stampa, organizzata dall’Associazione Industriali di Ascoli Piceno, che ha trattato il tema dell’area industriale di Monteprandone. Un argomento che i lettori di Sambenedettoggi conoscono bene, e siamo felici che il nostro interesse stia diventando un argomento di riflessione generale. Gli industriali, pur tra sensibilità diverse, hanno intenzione di riconvocare la stampa tra un paio di settimane, quando si svolgerà un incontro con tutte le istituzioni che hanno potere decisionale sull’area industriale di Monteprandone, al fine di avviare la risoluzione dei problemi di una zona tanto degradata. Crediamo che sia la scelta giusta: nella nostra indagine ci siamo accorti che esistono dei “muri di gomma? inespugnabili perché se non si accetta il confronto diventa difficile conoscere la verità. Fra qualche giorno, dunque, ascolteremo, in un libero dibattito, i rappresentanti del Comune di Monteprandone, dell’Associazione Industriali, del Piceno Consind, della Provincia di Ascoli Piceno, dell’Autorità di Bacino del Tronto. Una buona decisione.

Il direttore dell’Assindustria Provinciale, Luciano Vizioli, ha affermato che “noi siamo qui per ribadire che l’agglomerato industriale di Monteprandone è una ferita aperta sul territorio. Siamo determinati ad ottenere risultati tangibili per sapere perché alcuni processi sono rallentati.

Tra due settimane organizzeremo un incontro con tutti gli enti che hanno competenze in quest’area, per fare in modo che si chiariscano i ruoli e le responsabilità di ognuno di loro.? Vizioli ha anche fatto riferimento al tema della competitività internazionale, che si deve basare innanzitutto su un sistema di infrastrutture minimo.

A tal riguardo, l’imprenditore Rosetti ha ravvisato che nei primi quattro mesi dell’anno si è assistito ad uno spostamento incredibile di risorse verso la Cina (in tema di acciaio e abbigliamento, ad esempio) e che “per l’area industriale di Monteprandone è stata costruita una montagna di chiacchiere negli ultimi quindici anni: non siamo più disposti a sopportarle, anche perché per trasferire una fabbrica altrove basta un solo mese.?

L’imprenditore nonché delegato di Assindustria per le infrastrutture nella Vallata del Tronto Lino Mozzoni ha ricordato che “è dai primi anni ’80 che cerchiamo di sensibilizzare le istituzioni a questo problema. Qualche mese fa ho inviato una protesta a diversi enti, e il Piceno Consind mi ha risposto che hanno tappato una buca stradale e sistemato la segnaletica. Li ringrazio, ma mi sembra di aver ricevuto il cioccolatino prima delle elezioni!?

Mozzoni si è soffermato anche sulla mancata esecuzione dell’accordo di programma sottoscritto dagli imprenditori, ricordando che molte aziende hanno in animo di trasferirsi ed altre lo hanno già fatto, ad esempio “a Spinetoli, che fa parte del Piceno Consind ma che in alcune aree di sua competenza ha realizzato un’area industriale autonoma?.

Anche a seguito di questa conferenza stampa, abbiamo comunque avuto conferma che la nostra idea di “Città Grande? non è affatto campata in aria. L’area industriale di Monteprandone-Monsampolo (circa 200 aziende con 3.000 dipendenti) è in realtà la vera area industriale di San Benedetto. Il Comune di Monteprandone, poco più di diecimila abitanti, deve gestire dei fenomeni che richiederebbero una collaborazione di altri comuni: la maggior parte dei lavoratori e degli imprenditori è di origine sambenedettese, ci sono notevoli problemi di trasporto e mobilità. Perché un Comune di piccole-medie dimensioni deve addossarsi l’intera gestione dell’agglomerato industriale, e un altro di medie dimensioni ne deve essere completamente escluso quando la sua economia ne è totalmente dipendente.

Mozzoni, in chiusura, ha anche parlato di un “senso di vergogna che provo quando accompagno i miei clienti in questa zona: le strade sono indegne, ho girato le aree industriali d’Italia e d’Europa e non ho mai trovato delle condizioni così degradate.?

Il vicepresidente di Assindustria, Adriano Federici, parla di “gravi inadempienze delle istituzioni: faremo questo incontro per ascoltare le risposte.?

Ci sono comunque delle divergenze a tal riguardo: Lino Mozzoni non accetta passerelle pre-elettorali, anche perché le stesse persone avevano assicurato la risoluzione degli identici problemi già nel 1999…Ad ogni modo Vizioli dice che “in quell’occasione cercheremo la concretezza, anche se è ovvio che aleggi scetticismo.?

Cosa chiedono dunque gli imprenditori? Le solite cose: fognature, illuminazione, strade che non siano da terzo mondo, ma anche “qualche sottopasso ferroviario, a volte dobbiamo fare la coda sette volte al giorno da Monsampolo a Porto d’Ascoli?, uno svincolo che permetta di collegarsi direttamente all’Ascoli-Mare (unico comune della Vallata a non aver accesso diretto) e di non intasare l’incasato della Salaria. Chiedono, soprattutto, fatti e non parole.

Vecchia storia.

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