Ancora un’abruzzese sulla strada della Samb: stavolta tocca all’Aquila.

Rossoblu marchigiani e rossoblu d’Abruzzo, dopo le stagioni in serie D in cui hanno “incrociato i tacchetti” (‘96/’97 e ‘97/’98), hanno inaugurato una accesa rivalità.

Molto simili per certi versi le due tifoserie, perché figlie della sofferenza – quasi un decennio negli anni Novanta a dimenarsi nell’inferno dei Dilettanti – una sofferenza che ha ingigantito la fame di calcio di queste due piazze. Addirittura il centro abruzzese (poco meno di 70000 abitanti) ritornerà a vedere la C2 dopo quasi vent’anni, ovvero nella stagione ‘97/’98. A dire il vero c’era stato il ripescaggio del club aquilano già nel ’93, ma subito dopo sulla tifoseria e sulla città si abbatte l’onta del fallimento.

Nel giugno del 2000 L’Aquila festeggerà la promozione in terza serie in seguito ai vittoriosi play off contro l’Acireale. Dopo tre stagioni di C1 abbastanza tranquille ( a parte il torneo passato nel quale i rossoblu si sono salvati solo ai play out), quest’anno la tifoseria abruzzese rivede lo spettro della C2; un campionato fallimentare – gli uomini di Gentilini sono praticamente relegati all’ultimo posto sin da inizio stagione – con i problemi societari che non danno tregua ormai dalla scorsa estate, con i gruppi organizzati della curva che dopo aver festeggiato i 25 anni dei Red Blue Eagles, ovvero il gruppo più rappresentativo, nella gara interna col Martina (12-10-2003), da domenica 8 febbraio 2004 (L’Aquila-Acireale) hanno iniziato uno sciopero ad oltranza (disertando la curva) contro la società e le istituzioni cittadine, colpevoli di immobilismo di fronte alla possibilità di un nuovo fallimento del club.

Ripercorriamo ora brevemente la storia tifosa di questa calda piazza abruzzese.

I primi gruppi ultras rossoblu sono Fedelissimi, Commandos e Boys. Dalle ceneri di questi gruppi nascono i Red Blue Eagles, tuttora forza trainante della curva. Corre l’anno 1978.Gli ultras sono posizionati nei distinti, si trasferiranno in curva solo nell’86.

Nel ’90 nascono i NAM, sigla che sta per Nucleo Anti Marsicano. La triade rossoblu è completata dai Viking, altro gruppo molto attivo che va a completare la geografia del tifo aquilano.
Entità minori del settore più “caldo” del Fattori sono I Peggiori, 721 SLM, Drink Team, I Briganti di Carlitos e Quelli di Piazza Palazzo.

Gemellaggio ufficiale con i ragazzi di Chieti, amicizie con Giulianova, Pontedera, Termoli e Foligno. Tra le rivalità storiche annoveriamo Avezzano (la più sentita), Samb e Jesi, quest’ultime due esplose più di recente.

Nonostante il campionato disastroso dell’11 rossoblu (solo ultimamente si nota un qualche segnale di risveglio), la curva RBE, NAM e Viking ha sempre risposto all’appello, sia in casa come in trasferta, dimostrando grande mentalità e inclinazione alla sofferenza.

1133 gli abbonati e 2000 circa la media delle presenze allo stadio Tommaso Fattori.

Doveroso ricordare il gesto di cui si resero protagonisti la stagione passata, nel match del 4 maggio 2003, quello in cui occorse l’incidente al nostro povero Cioffi; dopo l’accaduto si unirono anche loro al silenzio dell’intero stadio deponendo voce e striscioni. Onda d’Urto e c. all’andata resero omaggio agli aquilani con l’esposizione della scritta “Grazie per la solidarietà, ma oggi e sempre solo rivalità”.

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