Lunedì 19 aprile 2004, SAMBENEDETTESE – LANCIANO. E’ davvero l’ultimissima possibilità per rimanere agganciati alla zona play off la cui situazione si è complicata maledettamente: la sola Viterbese sembra rallentare, per il resto – Crotone, Acireale, Catanzaro e Benevento – là sopra si corre e di certo non si stanno ad aspettare gli uomini di Vullo, i quali in trasferta rimediano figuracce. Dopo la goleada in terra sannita, la brutta partita di Catanzaro.

La vigilia della gara contro il Lanciano (quattro punti sopra i rossoblu) è movimentata dalla decisione di Luciano Gaucci di mettere fuori squadra i giocatori Filippi, Franchi ed Esposito. I motivi restano imprecisati. Ancora una “mossa” sconcertante, ennesima polemica che va ad ingigantire un clima già di per sé abbastanza teso. I giocatori scenderanno in campo con una maglia bianca sotto la tradizionale casacca rossoblu, che sul fronte ha scritto i tre nomi dei “ripudiati” e sul retro un punto di domanda…

Pioggia battente in questa serata primaverile che di primavera non ha un bel niente: acqua e folate di vento dal primo al novantesimo e dunque onore e merito ai 4500 del Riviera delle Palme che hanno voluto tifare dal vivo i propri colori, nonostante la partita in differita su Raisport Satellite.

Giungo nella Nord intorno alle 20 e ammiro la curva che, lì dietro, si è rifatta il trucco con dei murales particolarmente belli. Ci sono svariate scritte, come “Ultras ultimo grido di libertà”, “1977”, “S.S. Sambenedettese 1923”, “Vecchie Maniere” e poi il mitico teschio alato e la “barchetta” simbolo rossoblu. Colore insomma, tanto colore che un noto giornalista locale ha (nei giorni scorsi) dapprima criticato, in quanto convinto servisse a nascondere le scritte offensive nei confronti di pescaresi ed ascolani, poi il “dietro-front”, ma per lui a inizio partita ci saranno lo stesso cori poco… “simpatici”…

Salgo come di consueto le scalette e raccolgo da uno dei gradini una sorta di “numero speciale” de Il Tempio del Tifo. Bacchettata alla Nord per il “caso” scoppiato due domeniche fa contro la Fermana, in merito agli striscioni ai quali i tifosi canarini hanno saputo prontamente rispondere e poi un appello, in chiusura, a tutta la curva: “stasera nei 90’ a disposizione, proviamo a spingere la palla in rete!”.

Lentamente il Riviera si popola. Gremita la tribuna coperta, non male i distinti con i tifosi che nella ripresa – con la pioggia che è aumentata di intensità – si posizioneranno sotto il primo anello, quasi piena la Nord che anche per la gara odierna, al posto dei tradizionali striscioni, srotola in transenna la lunga scritta per ricordare i diffidati: “Ho scritto nel mio cuore due parole: fede e amore, non le puoi cancellare né certo diffidare”. Presenti due delegazioni delle tifoserie gemellate con Onda d’Urto e company, ovvero riminesi e civitanovesi. Cori e applausi per loro.

Molto tardi si anima la Sud dopo l’arrivo di circa 200-250 tifosi del Lanciano con al seguito una dozzina tra due aste e bandiere rossonere e gli striscioni dei vari gruppi. Vecchia Guardia ’85, Audaci, Fronte Frentano, Ciao Guido, Sangre y Muerte, Gioventù Frentana e la scritta “Essere non apparire”, dietro la quale sono raccolti gli ex Ultras, da poco sciolti. Dalla Nord li sentiremo davvero in pochissime circostanze, in ogni caso onore a loro perché si vede che cantano sino alla fine nonostante il risultato sfavorevole. Una sciarpata nelle ripresa e lo striscione “Mai in poltrona…la fede ultras la fa da padrona!” completano la loro “prestazione”.

A pochi istanti dal fischio d’inizio consueto “inno” mandato dagli altoparlanti dello stadio sulle note di “Nuttate de lune” con le sciarpe degli ultras e non solo che si levano in aria; subito dopo la curva rossoblu si fa apprezzare per l’immagine “dantesca” conferita dalla mega-torciata (primo e secondo anello) che illumina a giorno il delle Palme – poi nel corso del match ne saranno accese tante altre. A fare da cornice meno bandiere del solito, a causa della fastidiosissima pioggia, anche se non manca il colore.

Importante parentesi pre-gara anche l’applauso, caloroso e sentito, rivolto ad una tifosa sambenedettese di 18 anni prematuramente scomparsa; sopra le teste degli ultras si scorge un lenzuolo con la scritta “Un angelo è salito in cielo… Ciao Stefania”. A seguire la “pezza” tutta dedicata ai diffidati “Diffidati mai dimenticati” – i novanta minuti saranno conditi da numerosi cori a loro favore e contro la repressione che attanaglia il movimento ultras.

Senza tanti giri di parole: la prova della Nord di stasera non è stata trascendentale; la partita dei rossoblu è stata convincente, il risultato non è stato quasi mai in discussione (anche se il Lanciano ha attaccato e forse avrebbe pure meritato un gol), ma i ragazzi della curva hanno fatto fatica a dare sfogo ad un incitamento continuativamente fragoroso. Spesso il sostegno è apparso piuttosto “scollato”, non si è riusciti a scandire i cori in sincronia e soprattutto per una durata sufficiente. La pioggia e il vento non hanno di certo aiutato e Alteo è andato in qualche circostanza in difficoltà, anche se si è sgolato per tutti i 90 minuti. In definitiva – Alteo non me ne volere – si è sentita la mancanza del “condottiero” Giorgio, il quale sicuramente, dall’alto della sua esperienza, avrebbe saputo stimolare a dovere la Nord.

Detto questo, lo spicchio centrale del settore ha fatto come sempre la sua parte, tentando a più riprese di “portarsi dietro” pure le zone ai lati della stessa. Peppe, da buon “leone del Ballarin”, si è arrabbiato più volte e oltre a richiamare al dovere la curva si è letteralmente sbracciato in direzione distinti e tribuna. In qualche occasione la gente del Riviera ha assecondato i lanciacori scandendo canti ed accompagnando la voce con dei battimani.

Il tifo della ripresa è andato un poco crescendo con l’avvicinarsi del 90°. Una sciarpata il cui effetto non è stato rovinato dal “fattore ombrelli” ed un “Blu” eseguito in concomitanza con i distinti. Tre striscioni firmati Gruppo Grottammare vengono esposti in questi secondi 45 minuti: “S.S. Samb 1923…Onoratela!!!”, “Per noi, per la maglia che indossate Credeteci lottate!!!” e “La resa è dei vigliacchi”.

Pur non impressionando, stasera la tifoseria rossoblu, nonostante le continue polemiche all’interno dell’ambiente, la pioggia e la difficile – in chiave play off – situazione di classifica, ha mostrato e dimostrato l’attaccamento viscerale alla maglia rossoblu ed alla fine, infischiandosene dei quattro punti che ancora separano la Samb dal quinto posto, ha chiamato la squadra sotto la curva per festeggiare la vittoria al grido di “chi non salta è un ascolano!”.

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