Nel 2001 l’Amministrazione Provinciale ha tentato di risolvere la questione dell’area industriale di Monteprandone attraverso un accordo di programma che coinvolgeva alcune importanti aziende della zona, i Comuni di Monsampolo e di Monteprandone, il Piceno Consind, il Consorzio Idrico e la Provincia stessa. Anche questo accordo è rimasto, nei fatti, lettera morta.

È interessante comunque leggere alcune delle premesse alla base dell’accordo di programma:
“ – le aree medesime sono sprovviste di rete di distribuzione del metano;”
“ – l’agglomerato industriale non dispone di un acquedotto che distribuisca alle utenze acqua industriale;”
“ – gran parte degli insediamenti industriali non sono collegati, per quanto concerne gli scarichi di processo, ai sistemi fognari di smaltimento;”
“ – buona parte delle strade interne al sistema è privo di illuminazione;”
“ – raggiungere gli insediamenti industriali, provenendo dalla Superstrada Ascoli-Mare, non è affatto agevole;”
“ – ormai è indispensabile realizzare un sistema ‘a rete di cablaggio’ per il collegamento informatico e telematico delle utenze che ne hanno bisogno;”

Le diagnosi, almeno, non mancano.

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