Per capire meglio l’accaduto, occorre fare un passo indietro e raccontare cronologicamente i fatti.

Il suddetto giocatore, in diffida, ottenne la quarta ammonizione in quel di Osimo. Causa un disguido non imputabile alla Tecno, il referto non pervenne nei tempi dovuti alla Federazione, facendo sì quindi che il susseguente Comunicato Ufficiale non menzionasse la squalifica per somma di ammonizioni in cui sarebbe dovuto incorrere il giocatore Pallotta.

La Tecno – Radio Azzurra C/5, conscia della situazione, decideva di far saltare la successiva (importante) gara al giocatore, contro il Pagliare, a causa della suddetta squalifica che, se tutto fosse proceduto normalmente, sarebbe stata inflitta.

La settimana successiva, il Comunicato Ufficiale emesso dalla Federazione Marchigiana riportava il referto sia della gara disputata contro l’Osimo (in cui era presente la sopra menzionata e conosciuta squalifica), sia di quella nefasta disputata contro il Pagliare.

A tal punto, la successiva gara di campionato, il giocatore Pallotta fu regolarmente schierato contro l’Ancona F.F., ma i dorici, visto l’ultimo Comunicato Ufficiale e, non sapendo che il sambenedettese aveva già scontato quanto dovuto (per la Tecno), facevano reclamo, ottenendo la vittoria!

Ora, una domanda nasce spontanea: come è possibile che ciò sia potuto accadere? Sebbene il regolamento parli chiaramente solamente quando vi è l’espulsione diretta (che comporta lo stop automatico), è possibile che una società, la quale ha avuto solo l’ardore di rispettare la regolarità del campionato facendo scontare la squalifica quando avrebbe effettivamente dovuto, debba essere beffata e danneggiata in tale maniera…per di più, non avendo nessun colpa se non quella di essere stata troppo precisa?

I sambenedettesi faranno riscorso contro tale sentenza, ma sarà dura far accogliere il reclamo alla CAF, la quale si dovrebbe appellare più al buon senso, che alla rigidità del regolamento che, come sopra detto, prevede l’automaticità delle sospensione solo in caso di “rosso? diretto, e non per somma di ammonizioni.

Ma il buon senso regna ancora nel mondo del calcio?

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