La “partita del tifo” di lunedì prossimo vede la torcida rossoblu opposta alla tifoseria del Lanciano (S.S. Lanciano 1920), “piazza” abruzzese (36000 abitanti) che è salita alla ribalta delle cronache sportive nella stagione 2000/2001, grazie alla prima promozione nella storia della società rossonera in serie C1. Da allora la terza serie è la categoria in cui militano i frentani.

Prima di quel torneo però, il Lanciano ha sempre militato in serie decisamente basse, al massimo la C2, categoria riconquistata dopo quasi dieci anni di D nella stagione ‘98/’99.
La C2 più “dolce” per il popolo rossonero è senz’altro quella targata ’86/’87 poiché guadagnata ai calci di rigore contro i rivali storici del Chieti, sul neutro di Latina e davanti a 3000 tifosi.

Il fenomeno tifo a Lanciano ha radici che affondano negli anni Settanta: Boys e Brigate Rossonere i primi gruppi, poi nell’85 la svolta segnata dalla nascita del Commando Ultrà Curva Sud. In seguito al fallimento della società nel ’92 anche la tifoseria si prende una “pausa di riflessione” – resta solo lo striscione “Vecchio Cucs”; nel ’95 (campionato di Eccellenza) il fenomeno ultras torna a far parlare di sé grazie agli Ultras Lanciano, ex militanti del Cucs che portano nuove idee ed una nuova mentalità.

In questa seconda metà di anni Novanta, coi rossoneri che come detto centrano la C1 per la prima volta nella sua storia, nascono tutta una serie di gruppi che vanno a popolare la Sud del Guido Biondi – 7200 posti, uno degli impianti più brutti di tutto il girone e soprattutto poco adatto a fare tifo, vista la distanza delle tribune dal terreno di gioco – ovvero Nuova Guardia, Sangre Y Muerte, Scottish Clan, Gioventù Frentana e 31, oltre al ritorno degli ex Cucs con lo striscione Vecchia Guardia ’85.

Le ultime stagioni sono quelle migliori in fatto di tifo, sia per numeri che per qualità. Non siamo certamente al cospetto di una tifoseria sensazionale, ma la presenza è garantita ovunque ed il sostegno è quantomeno dignitoso.
1274 gli abbonati nel torneo in corso, intorno alle 2500 unità la media spettatori dello stadio Biondi.

Ultimo capitolo, il più recente, della storia ultras frentana lo scioglimento degli Ultras Lanciano, il gruppo a capo della Sud rossonera, dello scorso 11 marzo; proprio adesso che la squadra di Puccica era tornata prepotentemente in corsa per un posto nei play off.
Con un sintetico comunicato gli ultras spiegano di non riconoscersi più come gruppo guida della curva, denunciano il proliferare di “cani sciolti” e soprattutto la perdita dei valori ultrà con la “V” maiuscola: lealtà, amicizia e rispetto. Dichiarano altresì di non abbandonare la Sud definitivamente, ma di lasciare la gestione della stessa a chi vuole farsi avanti; loro si sistemeranno, d’ora in poi, ai margini del settore, dietro la scritta “Essere, non apparire!”.

Riguardo alle rivalità, oltre al già citato odio atavico per i neroverdi del Chieti, i rapporti sono tesi con gli aquilani (gemellati con i teatini), i sorani ed i giuliesi.
Amicizie con andriesi e montevarchini, mentre esiste sin dagli anni Ottanta un vero e proprio gemellaggio con i teramani. Una curiosità: nella partita di andata (disputata di lunedì, lo scorso 13 ottobre), ai tifosi rossoneri è stata sequestrata la coreografia che avevano preparato – torce, candelotti, cartoncini e stendardi. Ennesima dimostrazione del clima di repressione col quale convivono gli ultras di tutta Italia (e non solo).

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 174 volte, 1 oggi)