Se la politica è passione, la chiacchierata che abbiamo avuto con Giuseppe Laureti, sindaco di Massignano da nove anni a capo di una Lista Civica, ne è stata la conferma. Massignano, perla della Val Menocchia, ha appena 1.600 abitanti in un territorio di circa 16 chilometri quadrati,ed è un comune che gravita attorno al polo territoriale sambenedettese. Anche Laureti è entusiasta dell’idea di una “Città Grande?, ma vuole centrare l’attenzione, più che sulla forma, sui contenuti. Lo invitiamo pertanto al forum che realizzeremo nelle prossime settimane, convinti che il reciproco dialogo tra i politici e i cittadini, in vista di un obiettivo comunemente condiviso, debba sfociare in azioni e idee concrete e non solo limitarsi al “pour parler?.

Signor Sindaco, Massignano potrebbe essere il comune di confine di una ipotetica “Città Grande? che orbita attorno a San Benedetto. Secondo lei è una previsione possibile?

Massignano è l’ultimo comune settentrionale che è proiettato verso San Benedetto. I comuni a noi vicini, come Pedaso, Campofilone, Montefiore, Montalto e Carassai, nonostante siano compresi anche nella ASL sambenedettese, hanno invece più rapporti con il fermano. San Benedetto è un nostro riferimento sia per una serie di servizi comuni, sia perché, ad esempio, noi saremo il confine della futura provincia di Ascoli – se nascerà la provincia di Fermo – o anche perché il nostro prefisso telefonico è ancora 0735!

Riguardo l’idea della “Città Grande?, molti sindaci propendono per un rafforzamento dei servizi intercomunali, e propongono l’obiettivo di medio termine dell’Unione di Comuni. Cosa ne pensa?

Non mi piace ragionare per strutture, per forme burocratiche, e tralasciare i contenuti e i servizi di cui i cittadini usufruiscono. Non dobbiamo duplicare e aprire carrozzoni inutili, perché il punto cruciale non è creare un nuovo ente per ottenere dei finanziamenti. Questo è accaduto ad esempio nella Valdaso, dove l’Unione di Comuni è nata per ottenere fondi ulteriori e non per risolvere un problema comune.

Lei è però favorevole o no ad una forma di unificazione futura?

Certamente. Ma dobbiamo partire dai problemi e impostare una vera programmazione territoriale, compito certamente non facile. La struttura da dare a ciò che si andrà a creare è l’ultimo dei problemi. Il nostro compito principale è quello di individuare un metodo politico (non partitico) comune e incidere in questo modo in Provincia e soprattutto in Regione.

Avete già avuto esperienze di collaborazione positive con gli altri comuni?

Forse il momento più alto è rappresentato dall’avvio della Picenambiente, un servizio che ha richiesto anni di lavoro e una collaborazione stretta tra i comuni del sambenedettese. Riguardo al Consorzio Turistico, dopo una valutazione errata che ci ha portato ad aderire al sistema della Valdaso, stiamo invece dirigendo i nostri sforzi per entrare nel Consorzio della Riviera delle Palme. Vorrei comunque fare una precisazione: quando sono stato eletto sindaco, nel 1995, c’era un’aria nuova, di responsabilizzazione dei sindaci, che negli anni seguenti hanno collaborato strettamente, come mai avvenuto in precedenza, aiutati in questo dal ruolo di coordinamento della Provincia, che prima di allora era un soggetto assolutamente marginale.

Come sono i rapporti i rapporti con gli altri comuni?

Sono buoni, anche se, per ovvie ragioni, noi ci sentiamo maggiormente legati a Cupra, che è legata a Grottammare, che è a sua volta connessa con San Benedetto. Però, attualmente, non posso nascondere una mia critica: dobbiamo stare assieme sia per una vocazione naturale, sia perché ci sono leggi che lo agevolano, ma guai ad effettuare delle speculazioni politiche. I cittadini non ne possono più degli enti che vengono creati per parcheggiare i politici bocciati alle elezioni…Per progettare insieme, bastano convenzioni di una pagina, e non creare comitati direttivi, con consiglieri, presidenti, segretari…

Siamo quasi in campagna elettorale: per qualcuno si parlerà tanto di “Città Grande?.

Mi auguro di sì ma non ne sono sicuro. In campagna elettorale, logicamente, si cercano temi semplici che facciano presa sui cittadini. Ma dobbiamo ottenere anche una buona mobilitazione popolare: che nascano dei comitati, una serie di tavoli di discussione, delle azioni di cittadini attivi!

Quale deve essere, a suo parere, il ruolo di San Benedetto?

Per ovvie ragioni San Benedetto deve avere un ruolo guida. Senza alcuna intenzione polemica, devo dire che la giunta Perazzoli era un po’ più sensibile, mentre il Sindaco Martinelli, pur essendo sempre persona disponibilissima e non disinteressata, è per ora meno propositivo. Ma noi non possiamo fare a meno di San Benedetto: se per noi il lavoro del Sindaco Massimo Rossi di Grottammare è stato un traino, questo lo dobbiamo al fatto che noi rintracciamo in Grottammare un tramite per essere agganciati con San Benedetto. (ppf)

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