Una volta partito il duo Scandurra – Zerbini (destinazione Perugia), si pensava che difficilmente l’attacco rosso-blu potesse mantenere uno standard così elevato; ebbene…un regalo migliore il patron Luciano Gaucci non poteva confezionarlo alla tifoseria rivierasca: il bomber del campionato di serie C1 girone B (o, se vogliamo, dell’intera C1) Costantino Borneo che, insieme a Fanesi, forma una bella coppia d’attacco. Di Borneo, giorno dopo giorno, si stanno apprezzando le doti fisiche, balistiche che l’attaccante milanese ha portato in dote alla beneamata Sambenedettese Calcio. Prelevato a gennaio dalla Vis Pesaro, nella quale, in questa stagione, aveva realizzato ben 11 reti, in riviera sta mantenendo fede alle premesse che lo dipingevano come un grande bomber. Ebbene, conosciamone meglio il personaggio…l’uomo.

Borneo, ci parli di lei: quando è nato, dove, peso forma, piede con cui calcia, ecc…

Innanzitutto, diamoci del tu…(gesto molto apprezzato a dimostrazione anche dell’umiltà che contraddistingue il bomber della Samb! ndr). Sono nato a Milano il 17 settembre 1972, sono alto 1 metro ed 80 cm, il mio peso forma è di circa 75 kg ed il piede con il quale calcio è il sinistro.

Quando hai iniziato a giocare a calcio e dove?

Iniziai all’età di 8 anni…e subito approdai al Milan dove ho fatto tutta la trafila delle giovanili. Ho partecipato tre volte al Torneo Internazionale di calcio giovanile di Viareggio, approdando con la mia squadra sempre in semifinale ma purtroppo mai in finale.

Segnavi tanto anche nelle giovanili?

Si…molto!

Qual è il ricordo più bello dell’esperienza al Milan?

Sicuramente, il ricordo più bello è stato l’esordio! Il Milan giocava fuori casa a Lecce. Mi ricordo ancora quel giorno con precisione dato che era il compleanno di mia sorella ed esattamente il 21 novembre, nella stagione sportiva 1989/90!

Ed il rammarico più grosso?

Anche qui non ho dubbi: la rottura del crociato due mesi dopo…

Nella tua esperienza milanese, hai stretto dei rapporti di amicizia particolari che ancora ricordi con piacere?

Con tre persone ho legato in particolar modo: Stroppa, Rijkaard e Filippo Galli. Con questo ultimo mi sento e ci vediamo ancora spesso. Di loro, oltre ad ammirare il lato agonistico, apprezzavo il lato umano.

Attualmente, quali sono i tuoi migliori amici nel mondo del calcio?

Sicuramente Oscar Brevi (in questa stagione all’Ascoli Calcio) e Nando Passariello…un mio vecchio compagno delle giovanili del Milan.

Parlando di allenatori, con quali hai un buon rapporto in generale e quali sono stati i più significativi nella tua carriera?

Attualmente ho un buon rapporto con Galderisi e con Carolina Morace. Ma l’allenatore che mi ha insegnato di più e che ricordo con maggior affetto è Garavaglia (attuale osservatore della Ternana), sempre ai tempi del Milan.

Torniamo al presente…una domanda che molti si fanno a San Benedetto del Tronto: come mai non hai mai calcato i campi della serie B, nonostante il tuo curriculum…

Questa è una domanda che purtroppo mi faccio anch’io. La risposta? Non saprei…evidentemente non sono stato giudicato talmente bravo da poter giocare in serie B, o forse non ho avuto la giusta fortuna…mah… In ogni modo questo è un desiderio che voglio realizzare e vorrei proprio farlo con la Sambenedettese, dato che qui c’è sia l’ambiente giusto, sia una buona squadra.

Pensi che l’abbondanza di giocatori stranieri possa aver in qualche modo influito sulla sua carriera?

Non ne sono sicuro. I giocatori stranieri, se forti, devono essere ben accetti. E’ comunque vero che in Italia non sono arrivati tutti fenomeni ed in qualche modo, ovviamente, la mia strada, come quella anche di altri calciatori nostrani, potrebbe essere stata oscurata da qualcuno di questi. A volte bisognerebbe aver più coraggio nel pescare nelle categorie inferiori piuttosto che attingere all’estero.

Che rapporto hai con Luciano Gaucci?

Non è che ci ho parlato molte volte…ma, avendolo avuto anche a Viterbo, posso sicuramente affermare che è un Presidente vincente, che sa bene quello che vuole!

A proposito di Presidenti, che ricordo hai di quello della tua ex squadra – Bruscoli?

Un ottimo ricordo: avevo uno legame con lui che esulava dall’aspetto strettamente calcistico. Dal punto di vista umano, uno dei migliori Presidenti che io abbia mai avuto.

Cambiando discorso…il mondo attuale del calcio sta vivendo un momento di crisi. Quali sono state secondo te le cause che lo hanno portato a tale livello?

In passato i mali del calcio possono essere ricondotti ad un unico fattore: gli ingaggi troppo elevati! Ricordo di giocatori pagati miliardi e miliardi di vecchie lire che attualmente giocano in Serie C, ed il cui valore è molto ridimensionato! Parlando di serie A, ad esempio, è inconcepibile che un portiere, seppur il più forte del mondo quale è Buffon, possa essere stato pagato quasi 100 miliardi! Ed allora Maradona quanto avrebbe dovuto chiedere?…

Del doping, cosa ne pensi?

Non ne ho mai fatto uso e sono favorevole ai controlli incrociati sangue – urine.

Andiamo sul personale: sei sposato?

Si, con Ambra dal 1999. Anche lei è di Milano ed ha la mia stessa età. Ci siamo conosciuti in un ristorante di Milano… Inoltre abbiamo una figlia di 3 anni e mezzo…Carlotta.

Hai fratelli, sorelle…mi sembra di aver capito che una sorella sicuramente la hai?

Si…in effetti ho due sorelle, Roberta (24 anni) e Stefania (17 anni), entrambe di Milano.

Vengono spesso qui a trovarti?

Ogni tanto mi raggiungono, ma se ciò accade lo fanno esclusivamente per la bambina… in sostanza…vengono per stare con lei e farle da baby-sitter…

Quando hai del tempo libero, cosa fai?

Mi diletto alla Play-Station e nel guardare DVD…ma ovviamente, quando sto a casa, molto del mio tempo lo spendo nelle vesti di padre con la mia bambina! Insomma…faccio il padre a tempo pieno!

A proposito di tempo libero…o meglio…non libero…che rapporto hai con i ritiri?

Possono essere salutari…ma l’importante è che non siano troppo lunghi!

Come ti trovi a San Benedetto del Tronto?

Benissimo! La città è carina, la gente è calorosa. Sono curioso di passare anche la stagione estiva in Riviera. Poi…il pubblico sambenedettese è eccezionale. Per me è molto bello e stimolante stare qui ed indossare i colori della maglia rosso-blu.

Pensi di fermarti a fine carriera qui, come hanno fatto molti giocatori?

Perché no?…Anche se è prematuro dirlo. Vediamo prima quanto tempo rimango a San Benedetto del Tronto, anche se mi piacerebbe restare a lungo e raggiungere grandi obiettivi.

Tolta San Benedetto del Tronto, a livello di città, nella tua carriera quale altra merita di essere ricordata?

Ricordo Poggibonsi, dove ho giocato per 3 anni nei dilettanti: trovandosi in Toscana… e quindi in un territorio molto bello, debbo dire che lo stile di vita era buono.

Un’ultima cosa: esprimi un desiderio?

Sicuramente quello di andare con la Sambenedettese Calcio in Serie B! Anche attraverso le mie reti…

Grazie ed in bocca al lupo per il prosieguo…nella speranza che il tuo desiderio si possa avverare dato che il desiderio di una città intera!

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