Catanzaro-Sambenedettese, stadio Nicola Ceravolo (presidente giallorosso degli anni Cinquanta), sabato 10 aprile 2004. E’ il girone B della serie C, ma le due tifoserie meriterebbero ben altri palcoscenici.

Dopo dodici stagioni consecutive in C2 l’entusiasmo della città calabrese e dei suoi tifosi sta tutto nei circa 7000 di media tra le mura amiche (2717 gli abbonati) e nelle centinaia e centinaia di unità che attraversano l’Italia per stare al fianco delle Aquile. Insieme ai supporters di casa nostra i calabresi sono senza dubbio la migliore tifoseria del torneo.

Attualmente nel fare riferimento alla Calabria “pallonara” i più sono soliti pensare alla Reggina in serie A, o al massimo al Cosenza che fino all’anno scorso era un habituè della cadetteria, ma il popolo giallorosso merita la ribalta, almeno in quanto a tradizione tifosa, non solo perché il Ceravolo negli anni Ottanta – gli anni del Catanzaro di Palanca, quello capace di piazzarsi al settimo posto, stagione ‘81/’82 – richiamava spettatori da tutta la regione, ma anche perché qui si vive di calcio e la passione ha saputo resistere ad annate di delusioni ed umiliazioni.

Dal ’90, campionato di serie B, ad oggi, un torneo di C1 e ben dodici di C2, con due finali play off perse una dietro l’altra: l’anno scorso contro l’Acireale e due anni fa contro il sorprendente Sora. Eppure il “seme ultras” non è andato perso, anzi si è consolidato e lo spirito dei giallorossi ne ha saputo trarre beneficio.

L’estate 2003 verrà invece ricordata per il ripescaggio per meriti sportivi a favore delle Aquile; a questo aggiungiamo un campionato, quello attuale, di vertice, con gli uomini guidati da mister Braglia saldamenti attaccati alla zona play off.

Canta il popolo giallo e rosso, canta per un sogno che si chiama serie B. La curva Massimo Capraro – un tempo era solo la Ovest, adesso è stata intitolata a questo tifoso prematuramente scomparso – è la sede del tifo dello stadio Ceravolo, capiente per 11000 posti, un poco distante dal rettangolo di gioco, ma i “leoni” della curva riescono lo stesso a rendere l’ambiente incandescente per le squadre ospiti.

Nella lontana stagione ‘73/’74 nascono gli Ultras Catanzaro, il gruppo guida della Capraro, uno dei primi in Italia meridionale (insieme agli Ultras Monopoli) ad associare la parola “ultras” ad un gruppo di tifosi, autore tra le altre cose di una bella fanzine distribuita prima di ogni gara casalinga niente meno che dall’87 (“Mentalità UC”), che mai ha smesso di sostenere le Aquile e che ha visto nel corso degli anni l’avvicendamento di vari gruppi: SAG, Wild Eagles, Generazione, Avulsi, Tipys Group ed Exalters negli anni Ottanta e Gruppo Stadio, Maestri Tessitori e Mods Rule nel decennio successivo, tanto per citarne alcuni. Tutti in ogni caso sotto la regia ed il segno degli UC ’73.

Gli Ultras (attivissime le sue due sezioni storiche di Roma e Soverato) hanno saputo resistere a queste tribolate stagioni e sono più che mai al timone della curva, una curva “italiana” nel tifo, ma “britannica” nell’estetica, per via della ricercatezza e della cura di stendardi, bandiere e striscioni – su tutti quello “filosofeggiante” esposto ormai da diversi anni che recita “Il nostro amore è un vecchio amore, è più vecchio di tutti i nostri anni” con sfondo bianco-giallo-rosso e ai lati i simboli degli UC e del Catanzaro.

Gli unici gemellaggi riconosciuti sono quelli con Olbia e Fiorentina, quest’ultimo assai stagionato. Buoni rapporti anche con nocerini, foggiani e reggini; contrasti accesi invece con Cosenza, Lamezia e Crotone – il match dell’andata contro i pitagorici è risultato l’incontro del girone B più “popolato” della stagione con i suoi 10300 spettatori ufficiali.

Ricordiamo infine che il settore ospiti del Ceravolo è la curva Est, che lo stadio è situato in via Paglia (piazza Martiri Ungheresi) e distante dal centro all’incirca due chilometri (dalla stazione ferroviaria tre e mezzo) e che per coloro i quali intendessero sobbarcarsi il viaggio in Calabria in auto o in pullman, è necessario imboccare la A3, uscire a Catanzaro e proseguire per la Statale 109bis.

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