Da tempo memorabile non ricordiamo una vittoria senza patemi, il fiato in gola al fischio finale era diventato una prassi e in molti non ne potevamo più. Ci è capitata la Fermana in questo meritatissimo successo, una Fermana che non ha demeritato, inesperienza a parte.

Il collega Goffredo Agostini, dopo la secca sconfitta di Benevento (anch’essa è stata forse salutare) ha scritto che, per giudicare un tecnico, occorrono almeno quattro gare. A volte di più, aggiungo, se il cambio avviene a nove partite dal termine del campionato.

Oggi obiettivamente si è vista un’altra squadra, equilibrata in tutti i reparti ma anche decisa e compatta. Ma forse la cosa più bella è stata che tutti i giocatori in campo sapevano cosa fare con la palla ai piedi e questo è sicuramente un merito del tecnico. L’altro aspetto positivo lo abbiamo visto nella mentalità: la squadra è forte ed ha dimostrato di saperlo, attaccando e puntando al possesso di palla anche dopo essere passata in vantaggio.

Una super vittoria che riempe tutti di gioia ma anche (tutti o quasi) del rammarico che potrebbe essere tardi. Infatti, se la prestazione odierna non è frutto del caso (personalmente lo escluderei), il raggiungimento dei play off con una squadra simile e sicuramente in crescendo, potrebbe far sperare in qualcosa di più. E’ la speranza di tutti anche se, a questo punto, non dipende solamente dalla Samb ma anche dai risuttati delle rivali dirette.

Oggi ha vinto nettamente una partita vera dopo tanto tempo proprio contro la Fermana, avversaria che i più anziani ricordano per un episodio curioso. Erano gli anni quaranta e la Samb era fortissima. Una grande nevicata aveva coperto il terreno di gioco e la gara poteva non disputarsi. L’arbitro chiamò i calciatori per verificare lo stato del terreno: i rossoblù erano decisi a non giocare, i fermani che avevano giocatori meno tecnici insisterono per cominciare dicendo “Iochemo, iochemo!? Finì 7-0 per la Samb.

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