“Siamo una regione virtuosa, investiamo in tecnologia, spendiamo bene le risorse e questo ci consente una premialità che diventa quindi maggiore disponibilità di risorse. Siamo passati in pochi anni da 2 ad oltre 30 milioni di euro ( per un terzo provenienti da finanziamenti ministeriali ed oltre un terzo da fondi europei) messi a disposizione per realizzare vari programmi regionali. ” Così l’assessore regionale all’Informatica, Ugo Ascoli nell’intervento introduttivo ai lavori del Primo Forum regionale sulla Società dell’Informazione, apertosi oggi presso l’aula magna
dell’Università Politecnica delle Marche.

L’assessore Ascoli ha inoltre sottolineato che questo primo Forum rappresenta una tappa di un percorso molto impegnativo che la Regione Marche sta portando avanti con impegno crescente verso la direzione di consolidare
e sviluppare la Società della Conoscenza. ” Se si leggono le cifre – ha proseguito Ascoli – sullo sviluppo degli investimenti nell’Information Comunication Tecnology
( ICT) in Italia, sia per quanto riguarda la pubblica amministrazione, le imprese, ci si accorge che si allarga la forbice tra Nord e Sud, il cosiddetto “Digital divide”. Ma possiamo dire, a ragione, che le Marche appartengono a quel gruppo di Regioni che hanno investito e stanno
investendo ingenti risorse nell’ICT e stanno quindi nel gruppo avanzato.”

Ugo Ascoli ha poi annunciato la prossima firma, a fine aprile, di un accordo di programma quadro con il ministero dell’Innnovazione e della Tecnologia che si basa sui risultati del lavoro di programmazione svolto
dalla Regione in materia di Società dell’Informazione. L’accordo consentirà di avviare una serie di progetti e infrastrutture telematiche che la Regione ha programmato, come per esempio il piano regionale E- Health con
interventi per l’informatizzazione completa del sistema sanitario regionale. E sempre nel settore dei servizi al cittadino, un progetto sperimentale, su una popolazione di15-20 mila abitanti, sull’uso delle carte intelligenti per il pagamento elettronico in materia di assistenza sanitaria, trasporto pubblico locale ed altro . L’accordo quadro permetterà anche il potenziamento della rete radio dell’emergenza, la posta certificata per gli
utenti della rete telematica regionale e l’avvio della banda larga per servire i piccoli comuni. Altri progetti della Regione riguardano la Job Agency con la messa in rete di tutti i centri per l’impiego, il portale
regionale del lavoro, e-welfare (cittadini, imprese e amministrazioni in un unico punto di accesso ai servizi); inoltre un programma sui flussi documentali della Regione Marche con permetterà agli enti pubblici di adottare un sistema cooperante di protocollo informatico e di gestione dei flussi documentali. Il vantaggio per i cittadini e le imprese sarà la progressiva sostituzione dei documenti cartacei con documenti informatici.

Tra gli altri progetti anche la realizzazione di un centro Servizi di Distretto dedicato alle Piccole Medie Imprese con erogazione di e-service attraverso la rete telematica regionale. E proprio sulle luci e ombre della diffusione dell’ICT nel mondo dell’impresa si è soffermato l’economista Guido Maria Rey nella sua relazione. Rey ha sottolineato che per tramutare l’innovazione tecnologica
in trend di crescita della produttività occorre investire anche in organizzazione e in capitale umano.

Soprattutto quest’ultimo per l’economista è il fattore fondamentale. “Trarre profitto dall’ICT investendo in macchine è sbagliato , ci vuole il capitale umano. “Non è significativo invece, secondo Rey nella diffusione dell’ICT e dello sviluppo in rete la dimensione di impresa: secondo i risultati di indagini econometriche, le dotazioni tecnologiche sono correlate positivamente con la dimensione di impresa e l’aggregazione delle imprese in distretti industriali non genera una differenza significativa nella diffusione delle ICT. E’ appunto il capitale umano validamente formato e la buona organizzazione che fanno la differenza.

E l’Italia è in ritardo nella capacità innovativa, intesa come laureati, spesa per la ricerca e brevetti, grandi imprese di ICT, così come nei portali, nell’e-commerce, nel marketing in rete, mentre è in posizione avanzata nel sistema dei pagamenti in rete (carte di credito, pos, bancomat) perché esiste un forte numero di utilizzatori. Per uno sviluppo efficiente dei servizi delle imprese in rete, sono da evitare, secondo l’economista, le soluzioni tecnologiche proprietarie che limitano le transazioni in rete, le soluzioni accentrate, l’investimento in tecnologia a scapito dell’acquisizione dei servizi, l’acquisto dei servizi dall’esterno senza dotarsi di professionalità interne adeguate, la mancanza di concorrenza fra fornitori.

Rey ha qundi sottolineato che le tecnologie sono disponibili e non costose, i vantaggi di efficienza sono dimostrati e i costi sono prevalentemente dovuti alla riorganizzazione e alla formazione. Inoltre la rete richiede cooperazione e apertura , non sfruttamento della posizione dominate. In questo senso – ha concluso Rey- è importante per la diffusione dell’ICT che le pubbliche amministrazioni investano in servizi pubblici telematici in modo efficiente, non monopolistico ma dialogante, perché ciò costituisce una spinta e un incentivo alle imprese per rafforzarne la capacità innovativa.

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