Pubblichiamo di seguito una articolo apparso sul quotidiano nazionale Il Tempo, a firma di Mascolo: “I dirigenti della Viterbese, dopo aver chiesto gli atti all’ufficio del giudice sportivo per conoscere le motivazioni del provvedimento punitivo, visionata anche la cassetta dell’incontro, hanno proposto ricorso avverso la squalifica di Frau. Dal filmato si evince chiaramente che il giocatore facendo, dopo il suo gol, il verso di portarsi le mani alle orecchie, non aveva alcun fine provocatorio. Poi se l’arbitro ha effettivamente riscontrato in questo atteggiamento il fine provocatorio, perchè non ha ammonito il giocatore? Non sarà che ad imporgli di calcare la mano verso Frau siano stati commissario di campo e addetto dell’ufficio indagini nel lungo, e perciò sospettabile, conciliabolo avuto con Velotto nel suo spogliatoio dopo la partita? E sarà stata questa la sola imposizione? Di fronte a minacce di rovinare una carriera è facile cedere e refertare anche ciò che non è verità. Siccome lo stop deciso dal giudice sportivo di serie C è di una sola giornata, difficilmente ci sarà un ripensamento da parte dello stesso. Comunque, conferma o meno, sarà possibile saperlo soltanto nella giornata di domani. Ma, intanto, chi dovrà decidere, potrà prendere visione diretta di fatterelli accaduti nella circostanza e che rendono l’idea del clima di quel finale di gara. La «bomba» fatta esplodere davanti allo stesso Frau pochi attimi prima che calciasse il penalty, e quell’altra, di potenza anche superiore, che ha letteralmente divelto un cartellone pubblicitario di quattro metri facendolo crollare sul terreno di gioco. E, poi, l’invasione del campo e degli spogliatoi da parte di una nutrita frangia di esagitati tifosi marchigiani”.

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