In un vecchio appartamento, confuso tra le malandate ma affascinanti abitazioni della capitale della georgia post-sovietica, Tbilissi, tre donne vivono quotidianamente e con fatica l’assenza di un parente che condiziona anche da lontano le loro vite.

Otar è emigrato a Parigi da dove manda un po’ di soldi quando può, e come tutte la persone assenti è diventato un mito nella casa. Per Ada, la nipote, c’è il naturale affetto per uno zio lontano; per sua madre Marina c’è la rabbia mista a preoccupazione per un fratello che li ha lasciati in balia di un destino difficile e misero, mentre per la nonna Eka si tratta di infinito ed incondizionato amore per un figlio di cui attende con giovanile entusiasmo e dolcezza le lettere, brevi messaggi di speranza e sogni.

Ma quando Otar muore in un incidente sul posto di lavoro, Marina non se la sente di annunciarlo all’anziana e fragile madre, e con la complicità di Ada le tiene nascosta la notizia facendo in modo che l’assenza di Otar duri per un tempo indefinito.

Premiato al Festival di Cannes ha premiato con il Gran Prix de La Semaine de la Critique, “Da quando Otar è partito”(Francia/Belgio, drammatico, durata 103’) sarà proiettato martedì 30 marzo presso il cineteatro Calabresi; l’inizio dello spettacolo è previsto per le 21,30. Il costo del biglietto è di euro 4,50 e l’ingresso è riservato ai soli soci FIC, la cui tessera, valida per tutte le successive proiezioni, è acquistabile al botteghino al costo di euro 7.

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